Berlusconi: sull'aumento dei soldati decideremo assieme a Napolitano

Il premier respinge le critiche di Veltroni sulle iniziative del governo per la sicurezza: "La sinistra critica sempre tutto è l'unico mestiere che sa fare. Anche in uno Stato più militarizzato e poliziesco cose di questo genere possono sempre capitare. Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze"

Sassari - Il premier Silvio Berlusconi respinge le critiche di Walter Veltroni e della sinistra sulle posizioni da lui espresse sulla sicurezza. "La sinistra critica sempre tutto - afferma a margine di un comizio a Sassari, è l'unico mestiere che sa fare".

"Di fronte alle critiche dell'opposizione il premier afferma in ogni caso che "anche in uno Stato più militarizzato e poliziesco cose di questo genere possono sempre capitare. Non si può pensare di mettere in campo una forza tale da evitare il rischio". "Dovremmo avere tanti soldati - conclude Berlusconi - quante sono le belle ragazze. Credo che non ce la faremo mai".

"Aumentare la presenza dei militari per la sicurezza - afferma Silvio Berlusconi - può essere un modo di dare ai militari stessi un sentimento di utilità perché non si sentano solo dei guardiani nel deserto dei Tartari". La scelta di decuplicare il numero dei soldati che dovranno aiutare le forze dell'ordine nell'emergenza sicurezza - spiega ancora il premier "é un argomento che si dovrà approfondire perché il capo delle Forze armate è il presidente della Repubblica e non ne abbiamo ancora parlato". Le ultime violenze sessuali avvenute nel Paese hanno accelerato l'idea del governo di aumentare i soldati in campo? "Sì - risponde il premier - ma questa è una cosa in itinere".

Studenti contestatori Il premier aveva appena iniziato il comizio a Sassari quando un gruppo di studenti lo ha contestato dal Loggione urlando "Fuori i soldi dell'università ". Mentre il premier chiedeva di impostare un dialogo "perché la sinistra parla sempre di dialogo" intanto la sicurezza allontanava i manifestanti. "Magari oltre all'Unità cercate di leggere qualche altro giornale - ha detto il premier rivolto ai manifestanti, che nel frattempo erano però stati allontanati tra i fischi dell'intero teatro -. L'università di Sassari è una gloria per tutta la Sardegna e avrà il sostegno totale e finanziario da parte nostra". "La differenza tra noi e quelli della sinistra, e devo presumere che voi lo siate - ha aggiunto il premier - è che noi non ci sogneremmo mai di andare a disturbare una vostra manifestazione". Berlusconi ha concluso sostenendo "ma trasformiamo dal male al bene e ribadiamo il nostro impegno e sostegno assoluto per rilanciare la vostra università".