Berlusconi: svendita che ricorda Sme Passera (Intesa): non c'è nulla sul tavolo

Il Cavaliere: &quot;Ho parlato con Prodi, serve un prestito ponte. Cordata italiana, ho già avuto contatti...&quot;. Il premier: &quot;Nuove offerte? Bene ma siano serie&quot;. Bonomi: &quot;Sea non rinuncia ai danni, ma siamo aperti a proposte&quot;. Passera (Intesa SanPaolo): non c'è nulla sul tavolo. <strong><a href="/a.pic1?ID=249244" target="_blank">Il leader del Pdl boccia i francesi</a></strong>

Roma - "Un Paese che voglia avere un ruolo ed essere protagonista nel mondo non può rinunciare a una compagnia di bandiera". Lo ha detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi a Confcooperative. "Da Air France è arrivata una proposta arrogante e irricevibile. E' una svendita che ricorda la vicenda Sme. Ho parlato con Prodi - rivela il Cavaliere - per Alitalia serve un prestito ponte".

"Io non interessato, ma i miei figli disponibili se serve" "Non c’èalcun interesse da parte mia o di Fininvest ma se lo chiedessero ai miei figli, se fosse necessario non si tirerebbero indietro". Silvio Berlusconi risponde a chi gli chiede se ci sia un suo interesse su Alitalia. "Non c’è nessun interesse della mia famiglia - ha ribadito il Cavaliere - penso che gli imprenditori più importanti dovrebbero sentirsi in dovere di dare una partecipazione". "Se lo chiedessero a me - ha concluso - io non ho nessun interesse se invece lo chiedessero ai miei figli loro farebbero il loro dovere".

"Ho già avuto contatti..." "Sono già stato contattato e conto che si possa fare", ha detto poi Berlusconi a proposito della nuova cordata che potrebbe rilanciare sul piatto per l'acquisizione di Alitalia. "Chi sono questi soggetti non posso dirlo, devo mantenere il riserbo, ma ho fiducia che si possa fare", ha aggiunto l'ex presidente del Consiglio.

Prodi: "Nuove offerte? Serie e a breve" In caso di nuove offerte per Alitalia queste dovranno essere serie e pervenire in tempi brevi. È quanto ha spiegato il premier Romano Prodi a Silvio Berlusconi nel corso di un colloquio telefonico avuto questa mattina. Berlusconi ha telefonato al presidente del Consiglio questa mattina e nel corso del colloquio, secondo quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, Prodi ha spiegato al leader del Pdl tutta la situazione, sottolineando che non c’è mai stato alcun veto ad altre offerte. Prodi ha assicurato a Berlusconi che la vendita di Alitalia è sempre stata aperta a altre offerte, qualora queste ci fossero state. Il premier ha anche spiegato che la possibilità di un prestito ponte è vincolata da parte di Bruxelles al fatto che un’offerta ulteriore sia davvero concreta. Dunque, se dovessero esserci nuove offerte per l’acquisto, ha proseguito Prodi, queste dovranno essere serie, dimostrabili e arrivare in tempi brevi data la condizione di Alitalia, che è nota. E anche il ministro Padoa Schioppa ribadisce: "Chi è interessato si faccia subito avanti con atti formali e concreti, il tempo è strettissimo". "Quella di Air France è una proposta seria. L’alternativa è il commissariamento" ha detto il ministro secondo quanto riferito da un sindacalista.

Passera (Intesa Sanpaolo): "Non c'è nulla sul tavolo" Il gruppo Intesa Sanpaolo non ha "assolutamente nulla sul tavolo" riguardo a Alitalia: lo ha sottolineato l’amministratore delegato dell’istituto, Corrado Passera, rispondendo alle domande degli analisti sui conti 2007. "Non abbiamo mai investito perchè qualcuno ci ha chiamati a farlo - ha spiegato Passera, riferendosi alle ipotesi di un coinvolgimento del gruppo bancario in una nuova cordata italiana per rilevare la Compagnia di bandiera - per questo abbiamo sempre guadagnato dai nostri investimenti". Passera ha ricordato che "qualche mese fa, a fine dicembre, al termine di una due diligence siamo stati esclusi da qualunque negoziato. Probabilmente è un peccato per i venditori, ma le cose stanno così: non c’è assolutamente nulla sul tavolo, zero". "Il progetto che AirOne aveva presentato era un progetto molto bello, che creerebbe un operatore di prima grandezza e di grande qualità. Quel progetto però - ha sottolineato - era basato su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi". "Siamo stati esclusi dalla due diligence - ha ripetuto ancora una volta Passera - e non essendo parte di alcuna trattativa non possiamo commentare".

Il Cavaliere: "Intesa fuori? Non ne so nulla"  "Iio non ne so niente. Quando avrò la notizia, vedrò». Il candidato premier del Pdl, silvio berlusconi, risponde così a margine di un incontro con l’Anmil, a chi gli chiede un commento alla presa di posizione di IntesaSanpaolo che oggi ha sostenuto l’impossibilità a un eventuale rientro nella gara per l’acquisizione di Alitalia.

Prato: "L'offerta Air France è prendere o lasciare" L’offerta di Air France-Klm allo stato attuale è "prendere o lasciare", ma al contrario di quelle di possibili cordate, è "industrialmente solida". Lo ha affermato ai sindacati il presidente di Alitalia Maurizio Prato durante l’incontro in corso alla Magliana. "Effettivamente - ha detto Prato - la trattativa con Air France-Klm è, ad ora, 'prendere o lasciare' ma la loro offerta è industrialmente solida al contrario di quella di possibili cordate appoggiate dalle banche che poi farebbero gravare il debito sull’azienda. Dove sono - ha aggiunto Prato - le offerte di queste cordate strillate sulla stampa ma mai pervenute in azienda?".

Il 25 marzo nuovo incontro con i sindacati Restano immutate le posizioni dei sindacati che, al termine di un incontro durato oltre tre ore con il presidente di Alitalia, riferiscono che non intendono retrocedere dalla loro posizione e chiedono che sul pianoci siano margini di trattativa. I sindacati sono disponibili al confronto e sono pronti a partecipare al nuovo incontro con Spinetta, in calendario martedì 25 marzo.

Epifani e Bonanni "Di fronte a questa situazione, a Spinetta che vuole anche l’opinione del nuovo governo, si trovi un modo per continuare l’attività di volo e poi si rimandi a dopo la parte del confronto e la parte della decisione: a dopo le elezioni", ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. Si può valutare dunque la soluzione del prestito-ponte? "Può essere quella, io ne ho suggerito altre: tocca all’azienda decidere".
E il segretrio della Cisl, Raffele Bonanni dice che se non ci sarà trattativa vera e concreta, il sindacato non certificherà gli errori del governo Prodi. Bonanni, in una intervista su «Il Riformista» , spiega la sua posizione: "La verità è che Air France non ha alcuna intenzione di modificare il piano. Quindi non vuole trattare. Ma noi non vogliamo certificare gli errori altrui nè sottometterci a nessuno. Prato ha detto che la proposta di Air France è industrialmente solida? E chi è Prato: Zarathustra?». Ma è soprattutto verso il governo che Bonanni riserva tutte le sue critiche: "C’è una responsabilità gravissima del presidente del Consiglio e del ministro dell’Economia, che non hanno coinvolto le parti sociali, senza tener conto che le azioni del Tesoro sono anche dei cittadini. Non si sta solo consegnando la nostra compagnia a un concorrente straniero, ma vedo tutti gli elementi che fanno dire che il governo sta svendendo Alitalia".

Angeletti: "La proposta Berlusconi ha grande rilevanza" "La presa di posizione di Berlusconi è di grande rilevanza politica: se si concretizzasse una proposta alternativa ci sarebbe la dimostrazione, nei fatti, che anche in Italia esistono degli imprenditori", dice il segretario della Uil, Luigi Angeletti. "Il Governo ha gestito la vicenda Alitalia nel peggiore dei modi e anche con scarsa trasparenza mettendo il sindacato, a trattativa conclusa, con le spalle al muro: 'bere' o rendersi responsabile del fallimento.

Maroni: "Il governo riapra la trattativa" "Il governo dovrebbe fermare tutto e riaprire la trattativa perchè credo che alle condizioni rilanciate da Air France ci sarebbero non una ma molte cordate italiane pronte a rilevarla". Lo ha detto Roberto Maroni, esponente della Lega Nord, parlando della vendita di Alitalia. «"Mi sento preso per i fondelli dal presidente di Air France che dice va bene la moratoria, ma limitata al cargo" ha aggiunto Maroni nel corso di 'Match point’'del Sole 24 ore, osservando che, a Malpensa, "Alitalia è l'unico vettore che perde, la Sea ha una lista di vettori pronti a venire a Malpensa da domani e a raddoppiare i voli".

Fini: esecutivo, comportamento dilettantesco "La vicenda Alitalia dimostra che il governo si è mosso all’insegna di un dilettantismo molto preoccupante. Prima ci hanno detto che era l’unica possibilità di salvare Alitalia, poi ci hanno fatto sapere che la valutazione era solo di 10 centesimi al minuto, poi abbiamo scoperto che l’hub sarà solo Fiumicino e che Malpensa sarà ridimensionato, poi ancora che gli esuberi saranno migliaia. Servono invece nuove forme di rilancio e garanzia sociale". Lo ha affermato il leader di An, Gianfranco Fini, nel corso della videochat sul Corriere.it. "Siamo sicuri che Alitalia si salvi con la proposta Air France? - ha aggiunto Fini -. Io sono stato tra quelli che, a proposito di questo piano, hanno parlato di luci e ombre, ma le seconde sono forti e le prime deboli. Da Spinetta abbiamo avuto solo la garanzia che il marchio non scompare e che ci saranno dei diritti di veto dei membri italiani nel cda. Ma le ombre sono forti e se anche il neo presidente di Confindustria o i sindacati mettano le mani avanti vuol dire che non siamo semplicemente qui a fare chiasso".

Bonomi: l'azione legale di Sea va avanti ma... Lo ha confermato il presidente della società Giuseppe Bonomi al termine della riunione straordinaria del consiglio di amministrazione. "È un atto dovuto - ha detto ai giornalisti -, un abbandono tout-court della causa per noi non è pensabile e immaginabile. Se ci dovesse pervenire una proposta transattiva la valuteremo, siamo persone ragionevoli ma allo stato non ci è pervenuta". Il Cda - ha aggiunto Bonomi - "ha apprezzato ed espresso sostegno alla linea di concretezza con cui ci siamo mossi finora. L’azione giudiziaria contro Alitalia per noi è un atto dovuto a tutela dell’integrità dell’azienda, dei lavoratori, degli azionisti". Bonomi non ha voluto commentare l’appello di Berlusconi per la formazione di una cordata di imprenditori italiani per rilevare Alitalia: "Se ci sarà una cordata la vedremo - risponde - anzi la vedranno loro".

Lufthansa: "Seguiamo gli sviluppi, interessati al cargo" La compagnia aerea tedesca "segue tutti gli sviluppi" del dossier Alitalia ma "la situazione non è cambiata". Interpellata dall’AGI, la portavoce della compagnia tedesca definisce "solo speculazioni" le indiscrezioni relative a un rinnovato interesse per la privatizzazione del vettore italiano. "Stiamo seguendo tutti gli sviluppi - ha sottolineato - per Lufthansa l’Italia resta un mercato interessante". Tuttavia, ha aggiunto, "la nostra posizione è chiara, è quella che abbiamo espresso a settembre e la situazione non è cambiata". Lufthansa invece è pronta ad entrare nel mercato italiano del cargo aereo prendendo il posto di Alitalia, nel caso in cui si concluda la vendita. Operazione che, secondo il piano dei franco-olandesi prevede appunto l’abbandono da parte della compagnia italiana, del settore merci entro il 2010. Lo ha detto ad Air Press Carsten Spohr, chief executive officer e chairman di Lufthansa Cargo, martedì 18 nel corso di una conferenza stampa a Francoforte per la presentazione dei risultati annuali del settore cargo.

Recupero in Borsa Alitalia in deciso recupero in Piazza Affari, dove ha segnato un ultimo prezzo a 0,35 euro (+13,27%). La seduta è stata piuttosto nervosa, viste le numerose sospensioni per eccesso di rialzo con il titolo che ha segnato punte in rialzo oltre il 30%, con un massimo a 0,408 euro.

"Panorama": l'offerta Air France costa 1,7-2,5 miliardi L’offerta di Air France-Klm, se non rinegoziata, costerebbe allo Stato tra 1,7 e 2,5 miliardi di euro. È quanto risulta dai calcoli effettuati dal settimanale "Panorama" che ha consultato "fonti riservate del ministero dell’Economia ed esaminato - spiega in una nota anticipando un servizio sul numero domani in edicola - documenti in mano ai sindacati". La cifra, spiega il settimanale, "tiene conto di possibili esuberi che sono stati calcolati in 7mila (nell’ipotesi migliore) a causa della crisi delle aziende che lavorano nell’indotto di Malpensa e all’Atitech di Napoli che ha un costo di non meno di 350 milioni di euro l’anno". A subire la "ricaduta peggiore sarebbe la Lombardia che, a causa del ridimensionamento di Malpensa, vedrebbe il suo Pil salire nel 2008 solo del 2,5% rispetto al 3,5% previsto".