Berlusconi torna all'attacco: "La cura Monti non dà fruttiDobbiamo essere richiamati"

Il Cav: "Sostenere Monti è stato il male minore". Poi assicura: "Andiamo avanti finché non c'è un'alternativa positiva". <strong><a href="/video/governo/id=berlusconi_processomills" target="_blank">Guarda il video</a></strong>

"La cura non ha dato alcun frutto: ci aspettiamo di essere richiamati". Al termine dell'udienza sul processo Mills, l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato all'attacco (guarda il video) prendendo le distanze dal governo Monti, ma chiarendo che non è ancora arrivato il momento di staccare la spina al Professore: "Se non c’è una soluzione alternativa che promette di essere positiva, è inutile, andiamo avanti così".

"Il Pdl non è in caduta libera ma è in caduta tutta la politica - ha spiegato Berlusconi - la politica non ha colpa perché sta dentro vecchie regole dei padri costituenti". Secondo l'ex premier, infatti, nel Belpaese c'è un esercito, formato dal 45% degli italiani, che "non sa chi votare". Il Cavaliere ha, infatti, fatto presente che il problema era e resta la crisi economica. La tanto acclamata la cura di Monti non ha funzionato: non solo non sta dando i frutti sperati, ma sta addirittura deprimento la crescita e i consumi. E', infatti, sotto gli occhi di tutti il fatto che la manovra economica licenziata a dicembre ha impoverito gli italiani alzando, ancora una volta, la pressione fiscale. "Il problema è convincere la Germania sul fatto che la banca centrale diventi una vera banca centrale e che si possa arrivare anche agli Eurobond", ha detto Berlusconi aggiungendo che "fin che questo non avverrà noi saremo sempre dentro una crisi senza via d’uscita". La crisi che stiamo vivendo, è il ragionamento dell'ex premier, "è europea e non solo italiana". "C’è una moneta senza un governo dietro - ha continuato Berlusconi - la Banca centreale non dà garanzie nè stampa moneta come fanno la Banca d’Inghilterra e la Fed". Proprio per questo, secondo il Cavaliere, quella che il Belpaese sta affrontando "è una crisi senza via di uscita se non si riesce a convincere la Germania che la Banca centrale deve diventare una vera banca centrale e se non si arriva agli euro-bond".

Berlusconi ha, comunque, difeso la scelta di sostenere Monti: "Abbiamo scelto il male minore che è stato quello di sostenere il governo tecnico". Replicando al leader del Carroccio Umberto Bossi che, nei giorni scorsi, lo ha "accusati" di parlare molto ma di sorreggere sempre il nuovo esecutivo, l’ex premier ha aggiunto che c’è stato "un attacco ossessivo nei confronti del nostro governo e del suo presidente a cui si addebitavano le colpe per gli spread e la crisi delle Borse e ci siamo fatti da parte". Il Cavaliere è tornato a parlare anche del decreto liberalizzazioni sottolineando che in Parlamento ci sarà "la possibilità di modificare" alcuni puntie che "ci appaiono non realmente fattori di sviluppo e di crescita". "Abbiamo avuti diversi incontri con il governo - ha chiarito Berlusconi - e siamo intervenuti affinchè molte cose fossero modificate, adesso avremo anche la possibilità di modificarne altre che ci appaiono non realmente fattori di sviluppo e di crescita durante il percorso di approvazione in Parlamento". All'interno del Pdl un comitato di economisti avrebbe già studiato la questione e prodotto un documento da sottoporre alle Camere.