Berlusconi: Ue e Usa insieme per battere la crisi

Il presidente del Consiglio alla Casa Bianca: "E' importante che ci sia un costante coordinamento tra governi e istituti centrali, evitando reazioni eccessive". E sulla tutela dei consumi: "Abbiamo le armi per fare in modo che la bufera finanziaria non influenzi l'economia reale"

Washington - «Abbiamo le armi per combattere insieme questa crisi». Nello Studio Ovale si respira un cauto ottimismo mentre George Bush e Silvio Berlusconi fanno il punto sulla tempesta finanziaria che ha colpito non solo gli Stati Uniti ma anche l'Europa. Le Borse di casa nostra, infatti, stanno reagendo con un deciso balzo dopo la riunione dell'Eurogruppo a Parigi di domenica e anche Wall Street vola e chiude con un +11,08%. L'obiettivo, però, è che l'azione sia «costantemente coordinata» e che alla crisi non si reagisca «in maniera eccessiva». Il punto, insomma, è «governare la situazione» evitando l'effetto pendolo, passando da una situazione di liberismo eccessivo a una di statalismo estremo che, spiega il premier, «finirebbe per strangolare la finanza». Insomma, sì a interventi statali «regolati» ma non «regolatori». Per questo, è la convinzione di entrambi, è necessario al più presto un incontro tra i leader mondiali che con ogni probabilità si terrà negli Stati Uniti già nel prossimo mese. Perché servono interventi «coordinati» con gli altri governi e le Banche centrali, così da remare tutti nella stessa direzione senza «distonie e contraddizioni».

«Bush - spiega Berlusconi durante il briefing nella Rose garden della Casa Bianca - mi ha manifestato la necessità di un incontro tra i leader del G8 e io sono d'accordo». Ma la formula, spiegano fonti diplomatiche, non deve essere necessariamente questa, anche perché l'auspicio è che il summit sia allargato. D'altra parte, anche Berlusconi non nasconde i limiti di un appuntamento che coinvolge Paesi che rappresentano solo il 50 per cento del Pil mondiale. «Molti ritengono quella del G8 la formula più adatta per la governance dell'economia globale», spiega il premier, ma è necessario farlo diventare «un G14 o G16 così che rappresenti molto di più della metà dell'economia globale».

Le decisioni di Parigi, intanto, sembrano portare i primi frutti, visto che le Borse europee stanno iniziando a tirare il fiato. «Al vertice dei Paesi dell'Eurogruppo - dice Berlusconi - abbiamo approntato rimedi e assunto decisioni che sono convinto potranno essere positivi e far sì che la crisi dei mercati finanziari non coinvolga l'economia reale». La crisi, infatti, sta attraversando «la finanza globale ma sono convinto che abbiamo le armi e i modi per far sì che il benessere diffuso tra i cittadini non subisca arretramenti» e che «la crisi finanziaria non si trasformi in crisi economica e industriale». A Parigi, ribadisce Berlusconi al fianco di Bush, l'Europa si è finalmente dotata di quegli strumenti necessari per ridare fiducia a banche, imprese e investitori. A partire dalle garanzie statali sui prestiti interbancari, un canale fondamentale per «salvaguardare la liquidità degli istituti di credito» e consentire i finanziamenti alle imprese. Un punto, questo, su cui si è impegnato anche Bush, assicurando che «gli Stati Uniti faranno in modo che le banche possano avere accesso ai capitali» cercando di sbloccare il mercato del credito. Per quanto riguarda l'Italia, aggiunge il Cavaliere, «per il momento non riteniamo di avere necessità di ulteriori interventi». L'unica banca sottopatrimonializzata a dover ricapitalizzare, ovvero Unicredit, lo ha fatto «trovando i fondi nel mercato». E per il momento non servono altri interventi. Dovesse cambiare la situazione, aggiunge il premier, «siamo disponibili» ma qualunque intervento manterrà «il carattere privato» degli istituti di credito.

Sul tavolo del bilaterale anche il rilancio del nucleare in Italia. Il presidente del Consiglio, infatti, dopo aver coinvolto Francia e Inghilterra, vorrebbe che anche gli Stati Uniti partecipassero «al programma di costruzione di centrali nucleari», un campo in cui «sono molto avanzati». Sul fronte della politica estera, spiega invece Bush, Stati Uniti e Italia «lavorano strettamente per mettere fine al conflitto in Georgia». «Sosteniamo fermamente la democrazia, la sovranità e l'integrità territoriale della Georgia. Gli Usa e l'Ue - spiega il presidente americano - concordano che il territorio della Georgia comprende le regioni dell'Abkhazia e l'Ossezia meridionale. E per guadagnarsi il rispetto della comunità internazionale la Russia deve mostrare rispetto per la sovranità e il territorio dei suoi vicini».