Berlusconi va in aula dai giudici Parte la controffensiva al golpe

Oggi il premier si presenta all’udienza a porte chiuse del processo Mediatrade. La svolta nella strategia in vista dell’assedio su Ruby e delle amministrative. Il Cavaliere torna in tribunale dopo otto anni. Dibattimento vietato alle telecamere. <span class="abody">A palazzo di giustizia previsto l’arrivo di pullman con un migliaio di supporter </span>

Roma - Oggi ci sarà. A meno di improvvi­si cambi di programma, che con il Cavaliere certo non sono mai da escludersi, questa mattina Silvio Berlusconi rimetterà pie­de in un’aula di tribunale dopo quasi otto anni. Un gesto più che altro simbolico, per confer­mare la sua disponibilità a dedicare i suoi lunedì agli impegni processuali e per preparare il mese che verrà, visto che il 6 aprile si aprirà il processo per il Rubygate con inevitabile rimbalzo della notizia non solo in Italia ma anche all’estero.

L’intenzione, ribadita ieri ad Arcore in più d’una conversazione telefonica, è dunque quella di dare corso alla strategia preparata nelle ultime settimane dagli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. Che - nonostante il Cavaliere consideri quella nei suoi confronti una vera e propria «crociata mediatico-giudiziaria» messa in campo dalla procura di Milano - consigliano comunque una sua presenza in aula. Per non dare adito alla solita polemica sul legittimo impedimento o comunque per spuntarla. E per mandare il messaggio di un presidente del Consiglio che pur considerandosi vittima di «un tentativo di golpe bianco» da parte dei pm milanesi non snobba comunque le aule di tribunale.

Tutto ovviamente con le necessarie cautele del caso. Tanto che per il suo ritorno a palazzo di giustizia - l’ultima volta era il 17 giugno 2003, quando rese dichiarazioni spontanee nel processo Sme per il quale fu poi assolto - il Cavaliere sceglie comunque un’udienza non certo esplosiva e comunque a porte chiuse: né telecamere, n é fotografi, n é giornalisti potranno raccontare l’evento in presa diretta. Si tratta, infatti, di un’udienza preliminare squisitamente tecnica per la vicenda Mediatrade. La novità, però, sta nel valore simbolico della sua presenza. E nel come Berlusconi deciderà di comportarsi. Ieri, nei briefing con Ghedini e Longo, si è esclusa la possibilità di dichiarazioni pubbliche all’ingresso in tribunale o durante l’udienza (dov e peraltro non sarebbe neanche tecnicamente possibile). Mentre certamente alla fine dell’udienza si fermerà a salutare i circa mille sostenitori che dovrebbero arrivare da tutte le province della Lombardia su input del Pdl lombardo (che ha anche messo a disposizione dei pullman). Per ribadire che i magistrati lo costringono a dedicare il suo tempo ai processi piuttosto che all’attività di governo.

Il ritorno di Berlusconi nelle aule di giustizia, insomma, sancisce in qualche modo un vero e proprio cambio di strategia che sarà destinato a concretizzarsi davvero nel mese di aprile in vista anche delle amministrative di maggio. Una partita che s i gioca su quattro grandi città (Milano, Napoli, Torino e Bologna) che dovrebbero finire due a l centrodestra e due a l centrosinistra. Il Cavaliere, però, sa bene che l’inchiesta Ruby ha portato dei contraccolpi. D’altra parte, è da tempo la sua convinzione, «l’unico obiettivo dei magistrati non è certo arrivare a una condanna m a sputtanarmi sui giornali grazie a intercettazioni peraltro illecite». E, forse, proprio a Milano qualche riflesso c’è stato se nell’ultimo sondaggio Letizia Moratti è ferma al 48%. Il che significherebbe dover andare al ballottaggio.