Berlusconi va al cinema per vedersi nel 2012

Il premier assiste in Brianza al film catastrofico dove si parla anche di lui: applaudito in sala. Intanto, un sondaggio conferma che Spatuzza ha indebolito i nemici: il 69% considera assurde le accuse. Il Cavaliere esulta: "E volevano darmi il colpo di grazia" 

I pochi che l’hanno sentito per telefono, raccontano un Silvio Berlusconi di buon umore e in relax. Ormai da tre giorni il Cavaliere è chiuso in quel di Arcore, rinfrancato dall’impatto mediatico che ha avuto la deposizione di Gaspare Spatuzza, il pentito che lo accusa di essere tra i mandanti delle stragi di mafia del ’92 e ’93. Circostanza talmente inverosimile che - lo confermano anche i sondaggi di Euromedia Research nelle mani del premier - il 69% degli italiani la considera «assurda». Una maggioranza «trasversale», spiegava Berlusconi nei giorni scorsi, sottolineando anche «il bassissimo risalto che la cosa ha avuto sulla stampa estera», solitamente non troppo prodiga di affettuosità nei confronti del leader del Pdl. Anche loro - è il ragionamento fatto dal Cavaliere con un ministro - si sono dovuti arrendere davanti all’inconsistenza dell’accusa. Insomma, chiosa Berlusconi nelle sue pochissime telefonate, quella che «doveva essere la settimana in cui volevano darmi il colpo di grazia è invece diventata la settimana della svolta».

Così, in questi ultimi giorni il Cavaliere decide di dedicarsi poco alla politica e di più alla famiglia, con tanto di puntatina serale al cinema di Vimercate per assistere insieme alla figlia Eleonora al film «2012», pellicola catastrofica sulla fine del mondo che secondo il calendario Maya arriverà esattamente fra tre anni. Una novità assoluta per Berlusconi che non mette piede in un cinema da anni e che lunedì sera ha praticamente bloccato la sala tra saluti, foto e strette di mano. Davvero «una gratificazione», spiegava ieri, soprattutto «dopo tutti questi mesi sotto assedio». Anche se il film pare non l’abbia troppo entusiasmato, nonostante nella pellicola il Cavaliere sia l’unico leader mondiale a non voler fuggire sulle «arche» costruite dagli Usa per «non lasciare il popolo al suo destino». Forse - ironizza un parlamentare - perché «se davvero nel 2012 arriverà la fine del mondo significa che non riusciamo a finire la legislatura».

Anche ieri, giornata di distensione. Questa volta con un pranzo in compagnia dei figli del primo e del secondo matrimonio e un salto all’università del pensiero liberale di Lesmo. Parte del pomeriggio, invece, la dedica all’intervento che farà domani a Bonn davanti al Partito Popolare europeo. Un’occasione nella quale il premier potrebbe decidere di mettere in moto la diplomazia italiana a sostegno della nomina di Giulio Tremonti a presidente dell’Eurogruppo in alternativa al lussemburghese Jean Claude Juncker. Di certo, sarà il momento per un faccia a faccia con Pier Ferdinando Casini e chissà che i due decidano di non limitarsi a una stretta di mano per fare due chiacchiere su regionali e questione giustizia. D’altra parte, l’Udc è deciso a stringere alleanze caso per caso a seconda dei candidati e quello che potrebbe essere un vero e proprio spartiacque come la Puglia è ancora tutto in sospeso. Casini ha contatti continui con Massimo D’Alema che almeno per il momento non riesce a far desistere Nichi Vendola dal ripresentarsi. Circostanza che - visti anche gli ottimi rapporti tra Casini e Raffaele Fitto - potrebbe alla fine spingere i centristi a schierarsi con il Pdl. Un nodo, quello dell’Udc, che sarà affrontato anche nel prossimo ufficio di presidenza del Pdl convocato per il 16 dicembre.

Il tema prioritario, però, resta la giustizia. Oggi la commissione Giustizia della Camera inizierà infatti il dibattito sul legittimo impedimento con la relazione di Enrico Costa. L’intenzione è quella di procedere speditamente per portare il testo in Aula a gennaio, anche se non è escluso che la capogruppo di oggi decida di inserire l’argomento all’ordine del giorno prima della pausa natalizia, così da poterlo poi discutere con i tempi contingentati a inizio 2010. Mentre in serata la consulta Giustizia del Pdl si occuperà degli emendamenti al ddl sul processo breve in discussione al Senato, in particolare l’inclusione dei reati sull’immigrazione.

Domani, invece, sarà la volta del doppio voto della Camera su Nicola Cosentino. Il primo - a scrutinio segreto - sulla richiesta di arresto, il secondo su quella di dimissioni da sottosegretario all’Economia. Passaggio, quest’ultimo, decisamente più delicato e nel quale Pdl e Lega dovranno dar prova di compattezza. Anche perché l’Udc ha già fatto sapere che lascerà libertà di coscienza sull’arresto ma voterà per le dimissioni.