Berlusconi: "Da Veltroni solo acqua fresca"

Il Cavaliere ha seguito il discorso del Lingotto con i fedelissimi: "Ha fatto il suo compitino pieno di banalità e sarà comunque ricattato della sinistra estrema". Il portavoce Bonaiuti: auguri, ma per l’opposizione non cambia nulla

Roma - Del discorso di Walter Veltroni non perde quasi una parola, restando davanti alla televisione in compagnia di Gianni Letta, Paolo Bonaiuti e pochi intimi per tutti i 95 e passa minuti che servono al sindaco di Roma per sciogliere la riserva e lanciare la sua candidatura alla guida del Partito democratico. Un intervento che Silvio Berlusconi ascolta con attenzione e scuotendo più volte la testa, convinto che un’ora e mezza di discorso sia riassumibile in due sole parole: «Acqua fresca». Concetto che ai suoi ripete più d’una volta, spiegando che Veltroni «ha fatto il suo compitino, in modo intelligente per carità, ma nulla più», dicendo «una lunga serie di banalità» e «limitandosi a leggere senza citarle le 281 pagine del programma dell’Unione», lo stesso che «in pochi mesi Prodi ha gettato nel cestino». La verità, aggiunge il Cavaliere, è che «in ogni caso la sinistra resta sotto il ricatto della parte più estrema» e «non potrà mai governare». Insomma, Veltroni «fa finta di non sapere che c’è una forte distonia fra quello che lui dice e quello che la maggioranza, schiava della sinistra radicale, sta invece facendo». E ancora: «Altro che risposte concrete, questo è un libro dei sogni...». Con tanto di reprimenda tecnica se l’ex premier non perde l’occasione di criticare la durata «eccessiva» del discorso e la poca naturalezza di Veltroni nel leggere il gobbo («troppo veloce, si vede che legge...»).

L’ufficialità, però, Berlusconi l’affida a Bonaiuti, perché la linea del centrodestra è quella di non esporre i leader ad uso e consumo del lancio mediatico di Veltroni. Così, l’ex premier si limita a qualche battuta in mattinata, intercettato davanti a un negozio di antiquariato ben prima del discorso al Lingotto. E con Veltroni non esclude che in futuro si possa aprire un dialogo: «Vedremo come andranno le cose, io non sono contro nessuno e anche in passato ho dato la mia disponibilità per il bene del Paese». Il portavoce del Cavaliere, invece, dà atto al sindaco di Roma di «aver tentato di spostare il centro della sua azione dai sogni fumosi alle risposte concrete» e gli fa gli auguri. Anche se, aggiunge Bonaiuti, «non cambia nulla» perché «la sua coalizione deve pagare sempre il prezzo del ricatto della sinistra radicale». Concetto ribadito pure dal coordinatore di Forza Italia Bondi e dal suo vice Cicchitto, che parla di «discorso grigio e ovvio». Al capogruppo al Senato Schifani, invece, è sembrato di «rivedere l’immagine sbiadita del Prodi candidato premier, con il sonoro gracchiante delle buone intenzioni cancellate dal tempo». Critico pure l’azzurro Napoli che parla di «discorso vuoto», tanto che «l’unica volta che ha detto di voler qualcosa gli è servita una doppia negazione: “Non si può non fare la Tav”». Più caustica la vicecapogruppo Bertolini: «Solo vuoto pneumatico». Mentre secondo il vicepresidente della Camera Tremonti la candidatura di Veltroni sancisce «la fine del governo è l’apertura della campagna elettorale». E aggiunge il riformatore Della Vedova «rafforza la leadership di Berlusconi».

Di «libro dei sogni» parla anche il portavoce di An Ronchi. «È sicuramente ben scritto - aggiunge - ma si scontrerà inesorabilmente con la natura della sua coalizione». Mentre il segretario dell’Udc Cesa si limita a dire che «Veltroni merita rispetto ma da solo non può fare la differenza». «Il rischio sempre più concreto - spiega - è che diventi una foglia di fico sulle contraddizioni del centrosinistra». Decisamente più dura la Lega. «Veltroni - attacca il vicecapogruppo alla Camera Cota - si è tenuto come previsto molto alla larga dal federalismo e dalla questione settentrionale. Per lui esiste solo Roma e infatti questa mattina si è recato solertemente al Senato per chiedere più soldi per Roma».