Berlusconi: "Veltroni suddito dei giustizialisti"

Il premier attacca il leader dell'opposizione: "Sconcertante la sudditanza psicologica e politica". Poi sulla giustizia: "Riforma applicando le idee di Falcone". L'economia: "Arranca, ma non siamo al '29". Bonus bebè e quoziente familiare contro il carovita

Milano - Parata e risposta. Ieri l'attacco di Veltroni sul governo diviso e litgioso, oggi la replica di Berlusconi. "La sudditanza psicologica e politica del Pd verso le frange giustizialiste è sconcertante. Credo di non essere il solo deluso in questo da Veltroni. Credo che altrettanto delusi siano molti dei suoi sostenitori" dice il premier in un’intervista al settimanale Tempi. Il Cavaliere confessa tutta la sua delusione per l'atteggiamento dell'avversario: "Avevo sperato davvero che la gestione Veltroni significasse l’apertura di una stagione nuova della politica italiana. Invece la sudditanza psicologica e politica del Pd verso le frange giustizialiste è sconcertante. Credo di non essere il solo deluso in questo da Veltroni. Credo che altrettanto delusi siano molti dei suoi sostenitori. Ecco, forse l’unica cosa è di aver dato troppo credito alla speranza di dialogo e a questa speranza non ho voluto rinunciare sino all’ultimo. Peccato, per la sinistra e per la democrazia italiana".

Sui giudici La riforma della giustizia che il governo Berlusconi intende varare punta a "mettere in pratica molte delle idee di Giovanni Falcone: separazione dell’ordine degli avvocati dell’accusa dall’ordine dei magistrati, indirizzo dell’azione penale superando l’attuale ipocrisia della finta obbligatorietà, criteri meritocratici nella valutazione del lavoro dei magistrati. Vogliamo valorizzare i tanti magistrati seri, che svolgono il loro lavoro in modo coscienzioso, con spirito di sacrificio e spesso rischi personali - spiega Silvio Berlusconi -. Purtroppo il loro lavoro è offuscato da pochi altri che, per pregiudizio ideologico unito a smania di protagonismo, proiettano con comportamenti deviati un’immagine distorta della magistratura italiana. Noi siamo dalla parte dei magistrati, non delle frange ideologizzate e giustizialiste".

Il rapporto con la Lega Nessuna polemica e nessuna tensione tra Forza Italia e la Lega Nord. Lo assicura il premier. "Il rapporto tra noi e la Lega è forte e consolidato: non è un’alleanza tattica - dice - né semplicemente numerica; la Lega esprime esigenze complementari a quelle di chi vota per noi, i valori di riferimento sono comuni e i programmi sono omogenei. Il federalismo fiscale non è solo un tema della Lega, la riforma della giustizia non interessa solo noi - ribadisce Berlusconi -. La Lega esprime, con un linguaggio diverso dal nostro, e ponendo l’accento su alcuni temi, lo stesso progetto politico che ci ispira... In prospettiva, vedo per la Lega un ruolo complementare al nostro, un rapporto che almeno in parte potrebbe somigliare a quello che unisce in Germania Cdu e Csu".

Federalismo "Due di queste grandi riforme, quella sul federalismo fiscale e quella della giustizia, sono destinate a cambiare profondamente il volto del nostro paese. Il federalismo fiscale significa portare l’imposizione e la spesa il più vicino possibile ai cittadini". Questo, assicura il premier, "è il vero federalismo: forse pochi si rendono conto di come questo cambierà davvero le regole e le abitudini della vita pubblica nel nostro paese. Sarà la più grande riforma della vita pubblica italiana realizzata dal dopoguerra ad oggi".

Economia Il presidente del Consiglio a Tempi non nasconde la gravità della situazione economica internazionale, ma rifiuta di parlare di recessione e tanto meno di paragonare il periodo che stiamo vivendo alla crisi del 1929: "Sento parlare da più parti di un nuovo 1929, ma - afferma il premier - chi dice queste cose si ricorda cos’è stato il 1929, in America? Suicidi a catena di imprenditori ridotti sul lastrico, assalti agli sportelli delle banche, file di disoccupati per le strade, molte persone ridotte letteralmente alla fame. Qualcuno - si chiede Berlusconi - può seriamente affermare che stia succedendo qualcosa di simile? Credo che sia onesto dire la verità alle persone, e la verità sulle condizioni economiche italiane e mondiali non è molto piacevole. Seminare il panico invece non solo non è onesto, ma è controproducente, perché il panico ha esso stesso un effetto depressivo sul ciclo economico".

Aborto ed eutanasia Il Cavaliere affronta anche delicati temi etici. "Credo sia dovere di tutti agire perché la legge 194 sia applicata anche e soprattutto nelle parti orientate all’aiuto alla vita, finora trascurate. Credo che più in generale dovremo lavorare tutti, laici e cattolici, per rimuovere le cause economiche, culturali e sociali che inducono le donne ad abortire. Ogni aborto è una tragedia, una vita che si perde, una sconfitta per la società". Poi il caso Eluana: "È del tutto evidente che non permetteremo mai alla magistratura di esercitare una supplenza rispetto al potere legislativo - dice - cosa che alcuni magistrati tendono a fare su questo come su altri temi".

Bonus bebè e quoziente familiare Il premier conferma l’intenzione di mettere in capo ulteriori misure per combattere il caro prezzi: "Naturalmente, per il futuro c’è molto altro da fare per aiutare le famiglie: per esempio, il bonus bebè e l’introduzione del quoziente familiare, che si tradurrà in una fiscalità più vantaggiosa per i nuclei familiari più numerosi". Il Cavaliere rivendica l’introduzione della "carta prepagata per le spese dei più indigenti" e l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, "che riguarda - ricorda - l’80 per cento delle famiglie italiane. La casa in proprietà - dice il premier - non è un lusso, è un bene primario spesso frutto dei sacrifici di una vita di lavoro. Per questo stiamo rendendo operativo il Piano casa per le giovani coppie, con la costruzione di alloggi standard che avranno una rata di mutuo inferiore ai canoni di mercato".