Berlusconi: il voto a primavera Federazione poi partito unico

Il leader di Forza Italia alla festa dell'Udeur: "Il governo è in balìa della sinistra estrema. E cambiare premier non serve a nulla". La riforma elettorale? "Una scusa per tirare a campare". E aggiunge: "Se Prodi cadesse, non avremmo problemi a votare con questa legge"

Telese Terme - La riforma della legge elettorale? "È solo una scusa che la sinistra avanza per tirare a campare, con questo governo che sanno anche loro essere ormai arrivato alla frutta". Silvio Berlusconi risponde così alla prima domanda, durante l’intervista pubblica alla festa dell’Udeur. In realtà, aggiunge, la legge attuale è "ottima" e "ove il governo cadesse, non ci sarebbe nessuna difficoltà ad andare a votare con quella legge". Il Cavaliere prevede che si tornerà alle urne a primavera. Se poi si volesse migliorare la legge, "basterebbe una settimana di lavoro parlamentare per trasformare il premio di maggioranza da regionale a nazionale al Senato". In ogni caso, sottolinea Berlusconi, "qualunque modifica deve salvaguardare il principio che le alleanze si decidono prima di andare a votare. Sono fermamente convinto - afferma infatti - che il bipolarismo sia una conquista per la democrazia".

"Farei come Sarkozy" Se tornasse al Governo coinvolgerebbe esponenti dell’opposizione come ha fatto Sarkozy in Francia? "Sì, perché ci sono delle intelligenze che vanno utilizzate dovunque si trovino". Silvio Berlusconi si dice d’accordo con il presidente francese che ha nominato ministri esponenti del partito socialista. Ma subito dopo il Cavaliere non risparmia stoccate all’opposizione: "Guardo con un sorriso alla magnificazione che la sinistra sta facendo del sistema Sarkozy dal momento che lo consideravano quasi un fascista". Quindi ricorda di conoscerlo da anni: "Sarkozy è un avvocato, ho lavorato con lui vent’anni fa in Francia. È un mio amico e una prima telefonata da presidente l’ha fatta a me invitandomi a Parigi ad agosto ma non sono potuto andare. Il suo programma è uguale al mio".

"Prima federazione, poi partito unico centrodestra" Prima la federazione del centrodestra e, come passo successivo, un partito unico. È questa la strada per la riorganizzazione del centrodestra indicata dal Cavaliere. Berlusconi ha preso spunto dal fatto che nella scorsa legislatura una parte del programma non è stata attuata per l’opposizione dei singoli partiti su diversi provvedimenti. Per realizzare un programma, ha spiegato, "il passo da fare è quello di passare da una coalizione a una federazione. In una coalizione, quando un solo partito dice no si blocca il provvedimento, mentre nella federazione si vota. Si può pensare che si debba raggiungere una determinata soglia, per esempio il 66% e in tal caso i partiti che sono contrari rispettano la decisione". "Questo - ha proseguito il leader di Forza Italia - è un passo avanti nella democrazia: nella scorsa legislatura abbiamo avuto una coalizione, e anche in questa legislatura abbiamo una rissosa coalizione di centrosinistra. Ora dobbiamo passare dalla coalizione a una federazione, e il terzo passo è il partito unico".

"Il mio successore? Uno di Forza Italia" "Il cimitero è pieno di persone indispensabili. Io non sono indispensabile, principi e valori per cui sono in campo saranno imbracciati da chi collabora con me oggi in Forza Italia. Ci sono tante persone in grado di farlo ma quando c’è un leader che ha ancora tanto smalto e capacità uscire dalla sua ombra è difficile". 

"Paese in balìa sinistra estrema" Per Berlusconi l’Italia è nella mani di un governo che "deve costantemente dire sì alla sinistra estrema". Anzi, per il Cavaliere la catena è: "la sinistra estrema è in balia dei movimenti estremi; il governo è in balia della sinistra estrema che è in balia dei movimenti estremi; gli italiani sono in balia dei movimenti estremi della sinistra". Proprio per questo "non è cambiando il manovratore con Veltroni al posto di Prodi, che si cambia. Bisogna, invece, cambiare il treno - conclude Berlusconi - perché questo attuale è fatto di vagoni che vanno ognuno per binari diversi e sono destinati a deragliare". Alla domanda sulla differenza generazionale tra lui e Veltroni, il Cavaliere afferma: "Non userò i venti anni di maggiore esperienza che potrò accampare io".