Bernabè: «Nessun aumento per Telecom»

da Milano

Continua la discesa in Borsa di Telecom. Dopo il venerdì nero, quando il titolo ha perso il 4,6%, anche ieri il colosso telefonico ha fatto registrare una perdita, pari allo 0,93%%. Il titolo ha chiuso a 1,805 euro, ai minimi degli ultimi 5 anni. L’ad Franco Bernabè, dopo aver risposto ai consumatori al call center dell’Authority, ha sgombrato il campo dalle ipotesi di problemi finanziari. Ha detto che «non è allo studio alcuna ipotesi di aumento di capitale» e che «la società è totalmente tranquilla sul debito». Ma questo non è bastato al mercato. E rende la vita degli azionisti più difficile che mai.
A 1,8 euro la svalutazione dei titoli Telecom per Telefonica, maggior azionista con il 42% di Telco (holding che ha rilevato il 23,5% del gruppo), è del 37% rispetto ai 2,85 euro pagati alla Pirelli nell’ottobre scorso. Le perdite teoriche per la società spagnola toccano gli 845 milioni e si sommano a quelle degli altri soci di Telco: i 442 di Generali, i 170 a testa per Mediobanca e Intesa Sanpaolo, i 132 di Sintonia. Per queste ultime società, che hanno acquistato Telecom a 2,67 per azione la perdita è «soltanto» del 33%. In tutto i soci di Telco sono sotto di 1,8 miliardi, oltre ad avere in pancia il debito da 3,5 miliardi che fa capo alla stessa società.
Ora gli occhi degli operatori finanziari sono puntati verso il 7 marzo, l’Investor Day che Telecom Italia terrà alla Borsa di Milano. «Su Franco Bernabè - spiega un analista di una primaria banca - il giudizio è sospeso. Attendiamo il 7 marzo per capire quali saranno gli intendimenti e le strategie del management. Certo la settimana scorsa ci sono stati diversi incidenti di comunicazione, compresa una conferenza stampa che agli analisti è stata comunicata nel tardo pomeriggio e che non ha chiarito le strategie per la rete. Infatti qualcuno ipotizza che quello di Bernabè (la creazione di una speciale divisione per l’accesso alla rete dei concorrenti, ndr) sia un primo passo verso la separazione anche finanziaria della rete, mentre per altri la vicenda sarebbe finita qui».
Per Rob Goyen di Dexia, che ieri ha stilato un report su Telecom Italia mantenendo un target price altissimo rispetto alla media del mercato (2,70 euro contro una media di 2,20) il titolo sta attraversando un momento di grande turbolenza a causa dell’incertezza, ma i fondamentali rimangono buoni. «Ci sono ampie potenzialità di crescita in Brasile - ha spiegato Goyen - inoltre il management ha smentito con forza l’ipotesi di un aumento di capitale che oltretutto diluirebbe le quote delle società che controllano Telco. Riteniamo che Telecom venderà certamente alcuni business non strategici come Alice France, valutata 680 milioni, dato che la concorrenza in Francia è molto forte. E potrebbe fare a meno anche di Telecom Italia Media (detiene il 62,2%, quota valutata 394 milioni) e di Olivetti, anche se in questo caso il valore non è certamente elevato». Per l’analista di Dexia la situazione sul titolo rimarrà molto volatile per le prossime 3 settimane. Le aspettative degli analisti per il 7 marzo sono dunque molto alte. E comprendono anche operazioni straordinarie per la conversione o il buy back delle azioni di risparmio da effettuare con i fondi derivanti dal taglio dei dividendi. «Ci attendiamo - ha spiegato un altro analista - che il dividendo sia intorno ai 9 centesimi contro i 14 dell’anno scorso. L’operazione di buy back delle azioni di risparmio sarebbe anche un buon segnale di fiducia per il mercato».