Bernabè premiato dalla Borsa: conferma vicina

Dopo i buoni conti 2010, l’ad presenta il piano fino al 2013, in cui i dividendi cresceranno del 15%. E incassa il balzo del 5% del titolo e gli elogi di Intesa e Telefonica alla vigilia del rinnovo dei vertici. Ma resta la debolezza sul mercato domestico<br />

Telecom Italia vola in Borsa, più 5,1%, dopo la presentazione dei risultati che hanno visto utili raddoppiati e superiori alle attese degli analisti, in gran parte ottenuti però con il consolidamento delle attività in Argentina. Si tratta comunque di un bilancio positivo per l’amministratore delegato Franco Bernabè che, giunto al termine del suo mandato triennale e in attesa di una riconferma, ha presentato un aggiornamento del piano industriale che prevede per il 2013 un calo del debito a 25 miliardi e un incremento dei dividenti annui del 15%. Lo stesso dividendo che Bernabè aveva dovuto tagliare quando era stato nominato al vertice della società telefonica. E la progressione per la remunerazione delle azioni è prevista anche nei prossimi anni. Un fatto questo molto positivo ovviamente per Telco (Intesa SanPaolo, Generali, Mediobanca e Telefonica), la holding che rappresenta gli azionisti di riferimento di Telecom e ne controlla il 42%. E, anche se nulla è ancora stato deciso sul fronte di un possibile secondo mandato, i primi commenti positivi a favore dell’operato di Bernabè si sono già fatti sentire. Cesar Alieta presidente di Telefonica si è dichiarato soddisfatto del management. Per Corrado Passera ad di Intesa si tratta di un risultato rilevante «con l’indebitamento in discesa e la posizione in Sud America rafforzata».
E dunque la riconferma di Bernabè potrebbe essere in arrivo già nei prossimi giorni, anche perché la lista per il cda deve essere pronta entro il 18 marzo. L’ad non si è sbilanciato in proposito ma ieri ha comunque rivendicato il suo ruolo e i suoi meriti: «La società è molto più forte di 3 anni fa, ha riguadagnato la fiducia dei clienti ed è molto più internazionale. Siamo riusciti a tener testa alle pressioni di chi voleva che il gruppo uscisse dal Brasile, così come di chi pensava di poter vendere la rete».
E se sul Sud America e sulla questione della rete Bernabè è uscito vincente, nel bilancio un punto debole resta e non da poco. Sul mercato domestico infatti, complice la concorrenza sempre più agguerrita e il taglio alle tariffe, le attività hanno registrato un calo dei ricavi del 7,2%: -4,6% quelli dal fisso e -11% dal mobile. Un calo consistente nonostante i 31 milioni di clienti nella telefonia mobile e l’aumento di quelli a banda larga che sfiorano i 10 milioni. E secondo Jp Morgan sarà proprio l'andamento del business in Italia a continuare a pesare sui corsi azionari ancora molto lontani dalle quotazioni di alcuni anni fa. La perdita di redditività in Italia si fa dunque sentire nonostante il taglio dei costi.
«Ci sono stati risparmi per circa 4 miliardi - ha aggiunto Bernabè ripercorrendo le tappe dei suoi tre anni in Telecom - ogni euro recuperato è frutto di un lavoro di ottimizzazione dei processi e un merito particolare va riconosciuto al management. Inoltre oggi la società produce all’estero circa il 30% del suo fatturato e la quota è destinata a salire nei prossimi anni». Per contrastare il calo dei ricavi in Italia Bernabè sta cercando di diversificare il prodotto della società offrendo più servizi: dall’iBook store, alla musica ai film di Cubovision. «I gestori di telefonia - ha detto - hanno certamente la possibilità di fare concorrenza ai giganti come Apple e Google. Nei prossimi mesi partiranno alcuni servizi di pagamento via telefono cellulare e anche nuovi modi per raggiungere i propri contatti». Quanto al fronte finanziario l’ad non ha escluso una possibile conversione delle azioni di risparmio ma non subito. «Per ora però guardiamo a ridurre il debito - ha detto - che al 2013 l’indebitamento sarà ridotto a 25 miliardi dai 31 attuali». Per quanto riguarda Ti Media l’ad ha detto che i canali generalisti potrebbero anche essere venduti. Ora la prossima tappa è l’assemblea degli azionisti il 12 aprile.