Bernabé: «Tagli in arrivo C’è troppa concorrenza»

È in vista una riduzione della forza lavoro nel settore delle tlc. Lo spiega nel corso di una audizione al Senato il presidente di Telecom Italia, Franco Bernabé. «L’aumento della concorrenza e la riduzione, per la prima volta nel terzo trimestre, del numero degli accessi su rete fissa degli operatori alternativi - ha spiegato Bernabé - impongono a tutti gli operatori una riduzione del personale». Anche le telecomunicazioni, dunque, finiscono nel mirino della crisi che vede una contrazione dei consumi. A pesare sui bilanci degli operatori di telefonia mobile, inoltre, dice Bernabé, è anche il costo dell’asta frequenze.
«Più concorrenza - ha detto il presidente di Telecom - non significa solamente prezzi più vantaggiosi, ma anche pressioni sui costi che spingono le imprese a diventare sempre più efficienti. Bisogna prendere atto che siamo di fronte a un mercato ormai maturo che ha saputo rinnovarsi radicalmente, eliminando via via le inefficienze ereditate dal passato». Inoltre, secondo Bernabé, «l’elevato livello di concorrenza raggiunto dal settore obbliga gli operatori a trasferire in tempi rapidi ai consumatori i risultati conseguiti in termini di riduzioni di costo». Secondo il presidente, comunque, il settore delle tlc deve riacquistare un ruolo centrale nelle politiche di sviluppo per la massimizzazione del potenziale delle reti a banda larga e ultralarga, a vantaggio dell’intero sistema produttivo». Bernabé ha anche detto che le sim attive in Italia sono 91 milioni mentre i clienti su fibra ottica sono solo 330mila. Moody’s ha però tagliato da stabile a negativo l’outlook del settore. Secondo l’analista Carlos Winzer, «dalle singole società ci attendiamo da un calo del 5% a una crescita del 2% nei prossimi 12 mesi». La causa sono i fattori macroeconomici, aggravati dalla crisi del debito, oltre alle forti pressioni normative e competitive. Per il settore significa un calo medio dei ricavi tra l’1-2%.