Bernanke contro le banche Via a un’inchiesta sui mutui

Avvio di settimana positivo per le Borse europee. I listini hanno chiuso in rialzo con le sole eccezioni di Milano e Madrid, grazie alla corsa dei titoli delle materie prime e agli acquisti speculativi degli investitori che, anche a New York, visto l’esito del G20 in Corea del Sud, hanno puntato su un annuncio di nuove misure di stimolo dell’economia, previste per la prossima settimana, da parte della Fed.
Negli Usa comunque si registrano dati migliori delle attese dal settore immobiliare. Le vendite di case hanno segnato un balzo del 10%. Questi dati, spiegano gli analisti, indicano che il settore immobiliare si sta «gradualmente» riprendendo anche se «resta debole a causa della forte disoccupazione» che c’è nel Paese. Il rapporto sulla compravendita di case arriva una settimana prima della riunione della Fed in cui i banchieri americani dovrebbero annunciare una nuova iniezione di liquidità nell’economia a stelle e strisce con l’acquisto di Titoli di Stato. Brutte notizie invece per il settore bancario, dopo che il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha detto che è stata aperta un’inchiesta per esaminare «accuratamente» le pratiche dei pignoramenti immobiliari effettuati dalle banche in questi mesi. I risultati preliminari verranno resi noti il mese prossimo. Così JPMorgan e Bank of America hanno lasciato sul terreno oltre un punto percentuale.
Intanto però la pace sul fronte valutario non decolla e il dollaro segna un nuovo minimo di 15 contro lo yen. La valuta statunitense cede terreno contro tutte le sue principali controparti, in un mercato dei cambi che scommette sempre più su una ulteriore discesa. Prevale lo scetticismo sugli impegni presi dal G20, che ha perso gran parte dello slancio riformatore verso la collaborazione mostrato nei mesi passati. È giudicata troppo vaga la promessa di muovere verso «tassi di cambio più determinati dal mercato che riflettano i fondamentali economici» e l’impegno delle economie avanzate ad essere «vigili» contro un’eccessiva volatilità.
Intanto, sul fronte europeo, la Banca centrale europea torna in pressing sulla riforma del Patto di stabilità. Secondo Juergen Stark, membro tedesco del comitato esecutivo, nell’applicazione del nuovo patto «servono una sorveglianza fiscale e macroeconomica depoliticizzata, nuove regole di bilancio più severe e vincolanti, sanzioni più semplici per chi viola le regole e un coordinamento più stretto delle politiche economiche». Praticamente il contrario della bozza di accordo uscita dal consiglio Ecofin di Lussemburgo (dalla quale ha vistosamente preso le distanze il presidente della Bce Jean-Claude Trichet) che ci si prepara a discutere a Bruxelles al Consiglio Ue questa settimana. A metà seduta il Nasdaq sale dello 0,63% e il Dow dello 0,53%.