Bernanke (Fed): «Tagli al debito prima dell’altolà dei mercati»

Lo stato di salute delle finanze pubbliche americane è «deteriorato in modo consistente», occorre agire sul deficit e il debito prima che «i mercati costringano a un intervento». Anche perché un default degli Stati Uniti sul debito avrebbe delle conseguenze «distruttive», «estremamente negative sul nostro sistema finanziario». Così, dal presidente della Fed, Ben Bernanke, è partito ieri l’invito a mettere a punto un piano credibile per riequilibrare le finanze federali. La ripresa economica Usa sembra essersi rafforzata ma la disoccupazione resterà elevata per diverso tempo, ha aggiunto Bernanke, spiegando che il mercato del lavoro migliorato lentamente. Il numero uno della Fed considera il deterioramento dei conti «il risultato di un’economia debole e delle azioni dell’amministrazione e del Congresso per allentare la recessione e sostenere i mercati finanziari». Ma una volta ripristinata la normalità, il bilancio federale resterà «su una traiettoria insostenibile, con un buco di bilancio che crescerà nel tempo, a meno che il Congresso non agisca». Il debito Usa sfiora attualmente i 14mila miliardi di dollari, mentre il deficit toccherà a fine anno i 1.560 miliardi. Secondo Bernanke, «agire ora per sviluppare un credibile piano di riduzione del deficit e del debito» porterà nel breve termine «sostanziali benefici aumentando la fiducia dei consumatori e delle imprese».