Bernanke: "Per l'Italia nessun rischio Grecia"

Il presidente della Fed rassicura. Moody’s mette sotto osservazione il debito degli Usa: rischio taglio del rating. Accordo di Obama coi repubblicani per tagliare 1.500 miliardi ed evitare il default

Dopo giorni difficili sui mercati finanzia­­ri per i titoli di Stato italiani, parole di speran­za vengono dal presidente della Federal Re­serve, ossia la banca centrale degli Stati Uni­ti. SecondoBenBernanke, infatti, nonsaran­no necessari pacchetti di salvataggio per le economie di Italia e Spagna. Il capo della Fed ha sostenuto questa tesi, parlando in una au­dizione al Senato Usa. «L’Italia-ha detto-ha una posizione fiscale migliore rispetto alla Grecia e anche le banche del paese sono in buona forma».

Certo le preoccupazio­ni di Bernanke, che con la politica dei tassi di inte­r­esse fa dell’America il fa­ro dell’economia mon­diale, non sono certo per l’Italia in questo momen­to. Il presidente della Fed ha ben altri proble­mi vi­sto che gli Usa si tro­vano a fronteggiare, a lo­ro volta, seri problemi con il loro debito pubbli­co esploso a 14.300 miliardi di dollari su cui Democratici e Repubblicani devono trovare un accordo entro il 2 agosto prossimo. «È ne­cessario fare il possibile per evitare il default­ ha detto Bernanke­. Un default degli StatiUni­ti distruggerebbe la fiducia e causerebbe una nuova crisi e caos. Non aumentare il tetto del debito sarebbe come infliggersi una ferita da soli. Senza contare che il default avrebbe un impatto molto negativo sul mercato del lavo­ro ». Insomma, la situazione è difficile e Ber­nanke fa il possibile per avvisare i membri del congresso Usa. «Un mancato aumento del tetto del debito-ha aggiunto-è un’opzio­ne che non consideriamo neppure ».

Il presidente, che aveva ventilato la possi­bil­ità di un nuovo stimo­lo all’economia, pur riba­dendo che, se si rendes­se necessario, la Federal Reserve potrebbe ap­prontare nuovi stimoli a sostegno dell’econo­mia, ha spiegato che que­sti aiuti non sono immi­nenti. «La Fed- ha osser­vato - non è preparata in questomomentoapren­dere iniziative di stimolo per l’economia Usa e di certo non potremmo compensare l’impatto di un default degli Sta­ti Uniti. Stiamo facendo il possibile per soste­nere la ripresa, ma non possiamo proporre un nuovo round di allentamento moneta­rio ». Bernanke ha anche spiegato che è il mer­cato immobiliare l’epicentro dei problemi dell’economia Usa.Sugli Stati Uniti pesa an­che la scure delle agenzie di rating. Anche se le trattative a oltranza del presidente Barack Obamahannodatoieriunprimosegnale.Re­p­ubblicanieDemocraticiinfattisisonomes­si d’accordo per un taglio, che pesa sul welfa­re e su un inasprimento delle tasse, pari a 1500 miliardi di dollari anche se non c’è anco­ra l’accordo per alzare il tetto del debito ed evitare il deafult di bilan­cio. L’urgenza di una inte­sa ­è però sempre più pres­sante tanto che le agen­zie di rating sono pronte a tagliare la «tripla A» del Paese.

Gli Usa potrebbe­ro così perdere lo status di Paese con il massimo rating possibile, che divi­dono con altre 16 nazioni e mantengono dal 1917. Moody’s l’ha già fatto ed è stata la prima delle tre grandi agenzie (le al­tre due sono Standard & Poor’s e Fitch)a met­terlosottorevisione, indicandoilpossibileta­glio. Un fatto già di per sé epocale, dato che l’ultima volta che avvenne fu nel 1995, al­l’epoca dello scontro tra il presidente Bill Clinton (democratico come Obama) e la Ca­mera a maggioranza repubblicana che ave­va portato a una breve paralisi delle attività del governo federale. SecondoMoody’s,inol­tre, potrebbe non bastare il raggiungimento di un accordo sull’innalzamento del tetto del debito per eliminare i rischi. L’agenzia osser­va che, anche dopo un’intesa,«l’outlook sa­rebbe molto probabilmente cambiato a ne­gativo, a meno che non ci sia una sostanziale e credibile intesa che comprenda una riduzio­ne a lungo termine del deficit».

Moody’s, infat­ti, ha già avvertito il Con­gresso Usa che nei pros­simi­ anni dovrà assoluta­mente calare il rapporto tra il debito e il prodotto interno lordo(Pil) ora pe­ricolosamente alto, os­sia alla pari. Non c’è dub­bio comunque ch­e il con­tagio abbia effetto domino e l’ombra della cri­si si allunga su tutti i paesi di Eurolandia. Il Fondo Monetario Internazionale ha avverti­to: per l’economia mondiale«i rischi al ribas­so sono aumentati ». La Banca centrale euro­pea ( Bce)dal canto suo ha chiesto una«azio­ne decisa» sulle politiche di bilancio perché «le circostanze sono molto, ma molto diffici­li ».