Bernard, 100 sl record: con costume di troppo

Il francese è il primo a scendere sotto i 47”: a Montpellier ha
realizzato 46”94. Il fisico è da Hulk, ma il primato potrebbe sbattere
contro le nuove regole

Vero o falso? Vero o falso come quel fisico da body builder che si porta dietro. Vero o falso come tutti i record del mondo che hanno sconvolto il nuoto nell’epoca dei costumi volanti. Ma intanto (in attesa di tutte le risposte del caso) Alain Bernard, francesone di Aubagne, cittadina che sta alle Bocche del Rodano, là dove i francesi arruolano la legione straniera, è tornato ad essere super e superman: stavolta ha abbattuto un muro, non solo un record nell’acqua. Primo uomo a scendere sotto i 47 secondi nei 100 metri (46”94), una delle gare regine come lo sono sulle piste d’atletica. Difficile abbattere muri e non restare nella storia per meriti reali. Il nuoto non ha mai tradito: Johnny Weissmuller (Tarzan per intenderci) fu il primo a scendere sotto il muro del minuto (1922). Mark Spitz (Los Angeles 1970) scese sotto il muro dei 52 secondi. James Montgomery (Montreal 1976) sotto quello dei 50”. Matt Biondi (Mission Vejo 1985) sotto quello dei 49”. Peter Van Den Hoogenband (Sydney 2000), l’olandesone volante che si è appena ritirato, aprì lo squarcio sotto i 48”.

E Alain Bernard s’è preso il resto dello spazio sul libro di storia. Dopo tre record sbriciolati l’anno passato, dopo aver stupito il mondo sul filo dei centesimi, nel giro di due giorni a Pechino, giocando a «record mio-record tuo», come fossero figurine, con l’australiano Eamon Sullivan, ora ha di nuovo allargato le sterminate braccia nel segno del vincitore. Ai campionati francesi di Montpellier, validi come qualificazione ai mondiali di Roma, ha nuotato da siluro in semifinale. In attesa della finale di oggi e di sapere se questo sarà record vero o solo un figlio dei pasticci. Comunque un primato che divide.

Quel fisicone, che ricorda tanto i muscoli gonfi di Ben Johnson, con annessi dubbi del caso, pesa meno del costume delle meraviglie. Quest’anno Bernard si è affidato alla casa italiana Arena che, evidentemente, ha sfornato un costume a prova di ali. Ma proprio di recente la federazione internazionale ha emesso regole più consone e rigide per evitare che il vero doping fosse quello degli «attrezzi». E questo di Bernard deve dimostrare di essere allineato con quelli di nuova generazione. Non a caso il francese non ha escluso l’ipotesi che il record non venga omologato. La differenza fra il vecchio primato e quest’altro è già così consistente (47”05 Sullivan contro il 46”94 di Bernard) da lasciar pensare che non si tratti solo di meraviglie della tecnica, ma anche delle sue braccia. Che hanno stupito pure l’interessato. «Sapevo di avere un gran tempo nelle braccia, ma così è straordinario», ha raccontato. «È la più bella cosa che mi sia capitata dopo le Olimpiadi».

Bernard non può essere una sorta di omino Michelin fatto solo di finta gommapiuma, i record non possono ingannare fino a questo punto. Però quel costume dovrà dimostrare la sua onestà, sulla quale non giura nemmeno l’interessato. «Se il primato non sarà omologato, lo rifarò», ha promesso. «Non vedo perché ci sono stati nuotatori campioni olimpici, record omologati con materiali equivalenti a quelli che indosso io. Perché non dovrebbe essere omologato il mio?». La risposta sta nelle regole che la federazione internazionale si è data in materia per evitare che l’“attrezzo” divenisse il vero protagonista delle performance e che il nuoto e i suoi campioni divenissero protagonisti da baraccone. Troppo difficile credere ad uno sport che batte record alla velocità della luce. Il muro dei 47” ci ha messo nove anni per essere sbriciolato. Quello dei 48”, realizzato da Van Den Hoogenband, ce ne mise 15, prima di essere abbassato, e otto prima di essere ritoccato cinque volte nel giro di sei mesi (tre volte nel giro di due giorni). Si può credere a tutto ciò? Ieri Bernard ha cercato di spiegare che il suo costume non l’ha favorito più di tanto grazie a bolle d’aria o bolle d’acqua e nonostante il buon scivolamento sull’acqua. «Comunque vedrete, lo rifarò con qualunque altro materiale», ha concluso prima di dare appuntamento a questo pomeriggio, quando ci riproverà in finale.

Il primo maggio questo Hulk delle piscine compirà gli anni: saranno 26 anni e, per ora, quattro record da superman. Oltre a un dubbio.