Bernard Lichtenberg

Nacque nel 1875 a Ohlau in Slesia (oggi si chiama Olawa e fa parte della Polonia). Dopo il liceo studiò teologia prima nell'università di Innsbruck, in Austria, e poi a Breslau. Qui nel 1899 fu ordinato sacerdote. L'anno seguente cominciò il suo ministero a Berlino. Ebbe vari incarichi nel corso degli anni, fino a dover reggere la diocesi in assenza del vicario. Col nazismo cominciarono i problemi. Protestò con una lettera a Göring per l'inumana situazione nei campi di concentramento e la persecuzione dei non-ariani. Così, finì nel mirino della Gestapo. Nel 1941, associandosi al vescovo di Münster, il b. Von Galen, inviò una coraggiosa lettera a Hitler, al capo dell'ordine dei medici e ai ministri del Reich per protestare contro l'eutanasia dei malati di mente e degli handicappati. Naturalmente, venne arrestato e chiuso nelle prigioni di Plötzensee e Moabit. L'accusa riguardava le sue pubbliche preghiere, in duomo, per gli ebrei e il concreto aiuto che, quando poteva, forniva a questi ultimi. Specialmente la prigione di Moabit era durissima, e qui il Lichtenberg si ammalò seriamente. Ma non gli fu concesso il ricovero in ospedale; anzi, gli interrogatori continui si fecero più stringenti. Condannato alla detenzione, fu portato nel carcere di Tegel, poi a Wuhlheide e infine, nel 1943, destinato al lager di Dachau. Era chiaro che le sue condizioni fisiche non gli avrebbero consentito di superare il viaggio. Infatti, giunto a Hof in Baviera, entrò in uno stato semicomatoso. Solo allora si decisero a portarlo in ospedale. E fu qui che in capo a un paio di giorni morì.