Bernardini De Pace: non c'è tutela per le donne cacciate dai mariti

«Queste donne sono letteralmente fregate, non possono essere difese sulla base della legislazione coniugale. Purtroppo è un gran macello. Noi gli islamici li proteggiamo quando ci aggrediscono ma quando fanno qualcosa di negativo non li possiamo perseguire». Annamaria Bernardini De Pace, famosa divorzista, commenta amaramente la vicenda del segretario dell’Unicoii, Piccardo, che ha abbandonato l’attuale «moglie» italiana sposata con il rito islamico con un semplice sms. Un comportamento sindacabile solo sul piano morale, ma non giuridico. «Purtroppo il matrimonio islamico è un vincolo esclusivamente religioso che non viene trascritto nei registri dello stato civile e quindi non valido, senza effetti. Del resto è nullo anche il matrimonio cattolico se non viene trascritto entro cinque giorni nei registri dello stato civile». Non è la prima volta, del resto, che un islamico abbandona la consorte senza farsi grossi problemi per sposarsi con una o più donne. «Una volta un libanese aveva ripudiato sua moglie e se n’era tornato nel suo Paese – ricorda il legale –. Loro due si erano sposati in Italia in moschea e avevano anche comprato casa insieme. Allora avevo ottenuto l’assegno provvisorio per la donna ma poi il tribunale le ha negato il diritto perché non erano sposati civilmente». Insomma, i legami religiosi sono carta straccia. E l’uomo può permettersi di abbandonare la compagna quando e come gli pare. Può anche fare il «poligamo» perché per lo Stato le donne diverse con cui ha a che fare non sono mogli ma amiche e i rapporti con loro sono personali senza rilevanza giuridica. Qualche scappatoia?«Se la donna dimostra di aver subito un danno illecito può chiedere il risarcimento o in sede civile o in sede penale – spiega Bernardini De Pace – ma solo se ci sono gli estremi e le prove di un pregiudizio ricevuto. In questo caso, però, il diritto di famiglia non c’entra nulla». Chi si sposa con rito islamico, dunque, lo fa a suo rischio e pericolo. Nessuno può venire in soccorso di una donna umiliata e scartata come uno straccio vecchio. L’unica tutela è quella per i figli eventualmente nati durante una convivenza. «Se ci sono bambini di mezzo – aggiunge l’esperta – possono essere tutelati così come accade nelle coppie di fatto, dunque devono essere mantenuti e hanno diritto alla casa. Invece, una donna abbandonata non può essere difesa».