Bernardini: «I teodem sono fuori dal mondo»

«Parliamo con Veltroni, gli altri non ci interessano. Continuiamo la protesta finché il Pd non riconoscerà di non aver rispettato i patti»

da Roma

Provi a chiedere un’intervista a Rita Bernardini, e la segretaria dei radicali, come prima cosa, ti ruggisce un no: «A Il Giornale? Ma siamo matti! Buonasera». E attacca. Provi a richiamare, chiedi perché, e lei ti risponde: «Perché siete un giornale fa-sci-sta. Ma tanto questo non lo puoi scrivere... Quindi ti saluto, perché io non ho nulla da dirti, e tu comunque non lo puoi pubblicare». La richiami per la terza volta: «E perché saremmo fascisti, di grazia?». A questo punto, solo la naturale inclinazione dei radicali per la maieutica ti salva: «Vuole proprio che lo spieghi? Non le conviene».
Me lo spieghi, invece.
«Avete pubblicato un pezzo vergognoso sulla moglie di Sergio D’Elia, che poi non è nemmeno sua moglie, ma la compagna!».
Che c’era di vergognoso?
«Avete scritto che è la moglie di un ex terrorista, e che tiene il basso profilo».
Che D’Elia per i non radicali sia un ex terrorista è una definizione di cui lei può discutere l’opportunità, ma non la veridicità...
«Temo che lei sia un giornalista disinformato: lei non sa cosa ha fatto Elisabetta Zamparutti nella vita, altro che basso profilo!».
Sì, lo confesso: non so cosa abbia fatto.
«Vede che ho ragione? Se è passata la moratoria all’Onu contro la pena di morte è anche merito suo».
Se mi dà l’intervista dovrò scriverlo. Sarebbe una vittoria radicale.
«Sono molto arrabbiata, voglio bene a Elisabetta, detesto la superficialità».
Vorrei che mi spiegasse perché Pannella continua la sua protesta, se avete accettato l’accordo con il Pd.
«Ma lei vuole provocare?».
No, voglio davvero capire.
«Allora: da due giorni abbiamo spiegato che i candidati hanno firmato l’accettazione, la polemica è chiusa».
Però Panella va avanti.
«Lei sa che Marco ha ripetuto mille volte che non sta facendo un Satyagraha per quattro poltrone?».
Per cosa allora?
«Se le liste saranno chiuse fra 24 ore, è evidente... Perché qualcuno del Pd riconosca che hanno torto. Vogliamo il riconoscimento simbolico che la parola data non è stata rispettata».
A dire il vero la Binetti si è felicitata con Veltroni perché ha reintegrato tre cattolici e non ha accettato le vostre richieste...
«Ma per me la Binetti non rappresenta nulla, io discuto con Walter Veltroni».
Ho avuto modo di ricordarlo anche alla Binetti, che se sarete elette vi troverete vicine di banco.
«Oddìo... lei che ha detto?».
Non glielo dico.
«Chiederò una deroga all’ordine alfabetico, allora».
Addirittura?
«È un modo di dire. Il fatto è che mi ci sono trovata insieme in una trasmissione, ed ho dovuto constatare che è fuori dal mondo».
Mi faccia un esempio.
«Io parlavo di contraccezione e di educazione alla sessualità».
E lei?
«Che non andavano fatte a scuola, ma nei luoghi opportuni».
Dove?
«Non mi ha risposto. A scuola però le pareva eversivo».
E quindi?
«Qui viene il bello. Le ho chiesto se pensasse che fosse più indicata la parrocchia. Per me era una provocazione».
E per lei?
«Le pareva possibile».
Insomma, abbiamo detto tutto, l’intervista è fatta.
«Perché sia pubblicata su quel giornale osceno?».