Bernardino Marìa de Andùjar

Si chiamava Pablo Martínez Robles ed era nato nel 1879 ad Andújar, cittadina spagnola che sorge sulle sponde del fiume Guadalquivír. Frequentò la scuola quanto bastava per imparare a leggere e scrivere, perché la sua era una famiglia molto povera. Dovette mettersi subito a lavorare e alternò per qualche tempo i mestieri di conciatore di pelli, sellaio, bracciante agricolo. Ma il guadagno era magro e decise di trasferirsi a Cordoba. Qui fece amicizia con l’amministratore degli Eremiti della Sierra Morena e finì per indossare l’abito di questi ultimi. Non ci rimase molto. Quando si accorse di avere una vocazione diversa (ma non troppo), andò a Cáceres, in Estremadura. Qui stava il Real Monasterio di Yuste, che ospitava i Terziari Cappuccini, da non molto fondati dal b. Luís Amigó. Questi religiosi si occupavano soprattutto dei giovani delle case correzionali (e furono quasi azzerati dagli eccidi del 1936). Così, Pablo Martínez Robles nel 1909 divenne fray Bernardino María de Andújar e fu mandato, via via, nelle scuole di rieducazione che i Terziari tenevano a Madrid, a Siviglia e a Saragozza. Furono vent’anni in cui, data la sua mancanza di studi, fray Bernardino svolse le mansioni di cuoco, ortolano, infermiere. La guerra civile lo sorprese mentre era sagrestano nel convento di Nuestra Señora de Monte Sión a Torrente, in provincia di Valencia. Dovette scappare anche lui. Trovò rifugio presso una famiglia di amici ma i miliziani lo scovarono. Lo portarono via e lo fucilarono di notte insieme a due suoi confratelli, Laureano e Benito, fratelli tra loro.