Berneschi: «Vera ambasciatrice di cultura e di antiche tradizioni»

Il presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi, è entrato in istituto qualche tempo prima (pochi mesi) dell’uscita del primo numero de «La Casana». Ha voluto, con questo suo intervento che appare nel catalogo della Mostra, ricordare quegli anni, quei momenti legati anche strettamente al futuro della città.

Da poco tempo ero entrato alle dipendenze di Banca Carige, allora Cassa di Risparmio di Genova, quando veniva stampato il primo numero della rivista «Casana», nel mese di settembre 1958, allo scopo di condividere col pubblico, allora quasi esclusivamente genovese, l’entusiasmo per la costruzione della «nuova» sede della banca, seguendo lo stato di avanzamento dei lavori e fornendo, insieme, alcune informazioni di vita aziendale. Posso affermare, quindi, che sin dalla sua nascita questa pubblicazione è stata per me (ed è ancora) una cara e fedele compagna di viaggio, sempre vicina negli anni della mia esperienza lavorativa, anni che hanno coinciso con un periodo di grandi trasformazioni per la banca che ho l’onore di presiedere.
È interessante osservare come esista una corrispondenza tra i profondi mutamenti che hanno interessato l’istituto e le caratteristiche, anche fisiche, della rivista stessa. I primi numeri, nel pratico formato a quaderno quasi tascabile, stampati in bianco e nero, ospitavano articoli, firmati da autorevoli studiosi e giornalisti, dedicati al territorio di insediamento della banca, allora limitato alla regione Liguria. Il colore ha fatto successivamente la sua comparsa prima sulla copertina, nel 1966, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede quasi a significare un più ampio spettro di vedute per la più importante Cassa di Risparmio ligure, e successivamente anche all’interno. Mentre la banca cresceva al di là dei confini tradizionali, Casana si è adeguata, ampliando la gamma degli argomenti trattati, con interi numeri monografici dedicati alle nuove aree di insediamento, una nuova veste grafica e un formato più grande.
Costante nel tempo è rimasta la qualità dei collaboratori, studiosi delle diverse discipline o competenti conoscitori, e l’impegno di rappresentare per i lettori un punto di vista privilegiato, di cui cogliere argomenti particolari e stuzzicanti. La lettura delle pagine della Casana mi riporta immancabilmente il ricordo di tante persone, amministratori e dipendenti della banca, che hanno fatto grande il nome della Cassa di risparmio di Genova e Imperia, grazie al loro impegno profuso in un momento del tutto particolare della storia politica ed economica del nostro paese.