«Con Bernheim? Abbiamo parlato di governabilità»

Claudia Passa

L’autodifesa di Walter Veltroni è stata così immediata che non solo ha confermato la notizia, ma è valsa l’invito del premier a Rutelli, Prodi e D’Alema a seguire l’esempio del sindaco di Roma. Ovvero, confermare ciò che nessuno di loro ha potuto smentire, ma che soltanto Veltroni ha subito confermato, seguito nel tardo pomeriggio dal leader della Margherita, nonché suo predecessore in Campidoglio: gli incontri - in separata sede - col presidente delle Generali, che detengono un’importante partecipazione nella Banca nazionale del lavoro.
Dei «meeting» conviviali tra Antoine Bernheim e i quattro big dell’Unione, Silvio Berlusconi aveva riferito alla Procura di Roma che indaga sulla scalata della Unipol alla Bnl, dopo averlo appreso da Tarak Ben Ammar. Nessuna ipotesi di reato, ma la decisione di esaudire il desiderio di Piero Fassino e Fausto Bertinotti, che al presidente del Consiglio avevano detto: se sai qualcosa sul caso Unipol, vai dai magistrati e riferiscilo. Detto, fatto. Ma le reazioni, non appena da piazzale Clodio sono filtrate le prime indiscrezioni e con esse i nomi di D’Alema, Prodi, Rutelli, e del sindaco della Capitale, non si sono fatte attendere.
Le notizie sul verbale di Berlusconi davanti ai pm Cascini, Sabelli e Lori, e al procuratore capo Giovanni Ferrara, hanno raggiunto Veltroni a bordo del pullman di studenti della capitale diretti a Locri. «Ho incontrato a cena Bernheim - ha detto il sindaco - perché lui aveva piacere di conoscermi. Non l’avevo mai visto prima di allora. Ma non abbiamo parlato di questi temi», ovvero della scalata Unipol-Bnl e di quanto, forse, avrebbero potuto essere preziose per la compagnia assicurativa delle cooperative rosse le azioni dell’istituto di credito di via Veneto detenute dalle Generali. «Non ho parole», s’è sfogato Veltroni, «ed è difficile pensare che in un grande Paese democratico un primo ministro vada a raccontare chi vedono e chi incontrano gli esponenti dell’opposizione. È assurdo sapere di ciò che si sono dette due persone che si sono viste a cena...».
In quella cena, afferma il primo cittadino, sarebbero stati affrontati ben altri temi. «Argomenti generali», alta politica, ad esempio «la governabilità del Paese». Altro che Unipol, Consorte e l’arrembaggio delle coop al cuore del sistema creditizio. Più o meno la stessa versione che, diverse ore dopo, fornisce Francesco Rutelli a proposito del suo incontro col presidente del primo gruppo assicurativo del Paese: «L’ho incontrato mesi fa come tanti protagonisti del mondo economico e sociale - ha detto l’ex sindaco di Roma -. Figuriamoci se per sollecitarlo a partecipare a una scalata bancaria su cui, come noto, ho sempre dato un giudizio negativo». Una scalata sulla quale Veltroni chiosa: «D’altra parte la mia opinione su quella operazione è nota...».
I protagonisti sono attesi a piazzale Clodio per raccontare la loro versione. E chissà se, dopo le deposizioni, anche gli esponenti dell’Unione finiranno per comparire davanti ai magistrati come testimoni.