«Il bersaglio non erano gli italiani»

Gli italiani non erano nel mirino dei terroristi di Sharm el Sheikh. A dirlo sono state le autorità egiziane, in un messaggio inviato all’Italia. Mustafa Afifi, il governatore del Sinai mediorientale ha detto che la motivazione reale dell’attacco era quella di creare un clima di instabilità in Egitto. La motivazione che lo ha portato a compiere questa affermazione è che i resort italiani sul posto sono ben noti e il Ghazala Gardens Hotel (uno dei luoghi sventrati dalla bombe) non è fra questi. Se si fosse voluto compiere un’azione contro il nostro Paese, secondo Afifi, si sarebbero dovuti scegliere ben altri obiettivi, «esclusivamente italiani». Era però uno dei punti più noti della città balneare e aveva la reception direttamente sulla strada e non nei vialetti laterali come le altra strutture ricettive. Il messaggio ha avuto anche il compito di ridimensionare di un terzo il bilancio delle vittime della strage terroristica. Stando alle più recenti informazioni ufficiali diramate dalle autorità egiziane e da altre fonti attendibili dell’ultima ora i corpi già identificati sarebbero solo una quindicina. Fra questi ci sarebbero anche quelli di Sebastiano e Giovanni Conti, Daniela Maiorana e Daniela Bastianutti. Il numero dei corpi da identificare, invece, sta cambiando di ora in ora. La cifra ufficiale di ieri mattina era di 49 cadaveri, ma potrebbe presto essere aggiornato a 30. Resta il dubbio di quante persone siano state letteralmente disintegrate dallo scoppio delle autobomba. Non mancano poi gli elementi oscuri. Le autorità egiziane stanno tendendo riservato il numero totale dei dispersi negli attentati di Sharm el Sheikh in attesa di aver completato il riconoscimento di tutti i corpi.