Bersani-bis ancora al palo Servizi e acqua, tutto fermo

da Roma

«Potrebbe esserci qualcosa nel prossimo Consiglio dei ministri». Pierluigi Bersani, ministro dello Sviluppo economico, se l’è cavata con poche parole al termine della riunione dell’esecutivo di ieri. Ma della «lenzuolata» di liberalizzazioni promessa prima del vertice di Caserta e ribadita dal premier Prodi all’Espresso ancora non c’è nessuna traccia.
«Si può anche immaginare - per la verità non è una proposta mia ma di Bersani - una sorta di bicamerale» , ha suggerito il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, commentando le aperture del leader Udc, Pier Ferdinando Casini, a una discussione bipartisan dell’argomento. Ma in tema di apertura dei mercati le uniche due iniziative concrete del governo, al momento, sembrano essere indirizzate alla libera distribuzione dei carburanti (provvedimento suggerito dall’Antitrust, favorevole alle Coop e avversato dai benzinai già sul piede di guerra) e all’abolizione dei costi fissi di ricarica dei cellulari (e anche in questo caso la competenza in materia è dell’Authority Tlc).
Per non confermare all’opinione pubblica l’immagine languente sotto il profilo liberal, il governo ieri ha incontrato i vertici delle parti sociali escluse dalla concertazione su Finanziaria e Tfr. Prodi, Enrico Letta, Santagata, Padoa-Schioppa e Bersani hanno ospitato ieri a pranzo i leader di Confcommercio (rappresentata dal direttore generale Taranto), Confartigianato, Confesercenti, Cna, Legacoop e Confcooperative. Pranzo frugale d’ordinanza (servita anche della birra) e sorrisi a mascherare la diffidenza dei mesi scorsi nei quali le grosse partite sono state giocate di sponda con Confindustria e sindacati. Anche in questo vertice ha prevalso la cautela: si è parlato pure di pensioni, ma sulle liberalizzazioni nessun passo decisivo.
Si è parlato soprattutto di metodo e quasi nulla di merito. «Bisognerà vedere se si toccheranno i privilegi o se si è fatta la solita politica degli annunci», chiosa Giorgio Guerrini di Confartigianato. I sindacati domani e Confindustria mercoledì diranno l’ultima parola. Da lunedì dovrebbero partire gli incontri del tandem Bersani-Letta (Ds e Dl continuano a marcarsi, ndr) con i singoli ministri competenti.
Ma su che cosa si dovranno esprimere? Il decreto Bersani-bis non è stato presentato ufficialmente nelle sue linee-guida, mentre il ddl Lanzillotta sulla riforma dei servizi pubblici locali è parcheggiato in Senato perché la sinistra radicale non vuole che lo Stato molli la presa su reti e acqua. Vale la pena ricordare cosa è stato fatto con il primo decreto Bersani: nel servizio taxi è rimasto inalterato il divieto di cumulo delle licenze e le Coop e la grande distribuzione possono vendere farmaci, mentre l’Antitrust ha segnalato che il divieto di esclusiva sulle polizze Rc auto non basta ad aumentare la concorrenza.