Bersani-bis, scontro Ds-Margherita

da Roma

La lotta intestina tra Ds e Margherita sul tema liberalizzazioni non ha risparmiato neanche l’iter parlamentare del decreto Bersani-bis. L’accordo tra Rutelli e il ministro dello Sviluppo, che aveva portato al varo del provvedimento e del ddl abbinato, sembrava aver sancito una pax armata. Ieri i malumori, che covavano nei due partiti, hanno trovato sfogo. In primis la conferenza dei capigruppo a Montecitorio ha posticipato l’esame in Aula del decreto dal 19 al 27 febbraio. In secondo luogo, il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Capezzone, ha annullato la convocazione di ieri per continuare il severo scrutinio degli emendamenti al decreto insieme con il relatore Andrea Lulli (Ds). Le proposte di modifica sono circa 600 delle quali nessuna proviene dal governo, 16 sono firmate dallo stesso Lulli e 84 dalla maggioranza. La votazione in Commissione si dovrebbe concludere la settimana prossima salvo ulteriori slittamenti. L’improvvisa battuta d’arresto non è spiegabile attraverso le solite tensioni politiche dell’Unione. La sinistra radicale ha deciso di non dar battaglia in vista della più importante partita sulle public utility. «C’è la necessità che il decreto diventi presto legge», spiega Marilde Provera (Prc). L’opposizione dal canto suo sta alla finestra, pronta a collaborare su ambiti bipartisan come la proposta Capezzone per «l’impresa in un giorno» che dovrebbe essere stralciata dal decreto e come la soppressione delle norme anti-Tav.
«Abbiamo chiesto al presidente Bertinotti di garantire un percorso sicuro per l’abolizione dei costi e di ricarica delle prepagate e delle penali per l’estinzione anticipata dei mutui. E lo abbiamo fatto alla luce del sole», sottolinea Riccardo Villari (Dl). La linea «minimalista» scelta dai Ds, che confina nel ddl come lo stop alle commissioni di massimo scoperto, non piace agli alleati. «La lenzuolata di Bersani si sta strappando», ironizzano Saglia e Urso di An. Il confronto, infatti, non si preannuncia facile. Tra gli emendamenti presentati dalla maggioranza si trova un po’ di tutto: dal divieto di addebito in bolletta dei servizi non richiesti per gli operatori tlc all’obbligo di adeguamento dei prezzi dei carburanti a quelli del greggio passando per la cooperazione delle Authority per la tutela dei consumatori (emendamento del relatore). Oggi è atteso un primo parziale verdetto.