Un Bersani al lambrusco scatena l'effetto sagra

Samuele canta <em>Romagna mia</em> ma fa rimpiangere le vecchie balere

INTIMO
Va via come il pane. Ieri sera Federica Pellegrini è stata preannunciata da grande campagna stampa per il suo nuovo contratto pubblicitario per una azienda di «lingerie», al secolo reggiseno e mutandina. Dopo lo spacco inguinale della maestosa Rodriguez, con annessa sbirciatina su farfallina e roba contigua, argomento pregnante come le pause di Celentano, e la terza misura annunciata con fierezza e gonfiore naturale dalla Mrazova «sono più grosse le mie» di quelle della Belén voleva dire, ecco che un’altra pupa si presenta con lo strascico lungo dello slip a contratto milionario. La Pellegrini ha confessato che se non ci fossero stati in calendario i Giochi olimpici di Londra lei, un pesce di nome Federica, avrebbe accettato di presentare Sanremo, a fianco di Morandi che le aveva offerto il podio del festival. Chi si aspettava testi intimisti deve farsi una ragione, al festival va l’intimo. Per completare l’opera, in par condicio di underwear, è arrivata la conferma da Papaleo con la sua patta aperta mentre la ceca Mrazova guardava l’armeggiare del lucano tra un bottone e l’altro. A quando l’Antonio Zequila, detto er mutanda?
Voto: 9

IVANA IVANKA
La chiusura anticipata dei giornali non ha consentito di mettere in pagella un paio, anzi tre dati caratteristici della sventola ceca: innanzitutto la dentatura simil Schwarzenegger, se Ivana ti morde è peggio dello squalo o del piranha; a seguire, la risata, o quello che fuoriesce dalla sua bocca a centodue denti: roba da primina, asilo mariuccia, un sussulto di gemitini che improvvisamente e imprevedibilmente abbassano lo spread tra i maschi allupatissimi. Per finire la pronuncia inglese: c’era una volta il «VEST»!, proprio così, con la VU. Percepito sussulto in casa Morricone. E a Buckingham.
Voto: 6---

MARANO ANTONIO
L’anagramma prevede ROMANA ÀRMANO. Fate un po’ voi. Sostiene di essere salito in Liguria ma di non poter bloccare niente e nessuno. Dicesi viaggio «en tourisme», a spese di mamma Rai, dunque dei sottoscrittori del canone.
Voto: sv

GIACOMINA
Nome della madre di Rocco, nel senso di Papaleo. Gag perfetta nell’anteprima, il figlio telefona a mammà per rassicurarsi che stasera, come ieri sera, la Giacomina a Lauria si piazzi davanti al televisore per adorare Rocco cantante e conduttore. Ma Giacomina va al cinema, dopo essere andata a ballare la sera prima. I Papaleo sono un mito, senza fare niente, a patta aperta.
Voto: 10

BERSANI
Dicesi il cantante, ovviamente. Samuele (nella foto) si esibisce in «Romagna mia», a fianco di Goran Bregovic, con una interpretazione ispirata da lambrusco e sangiovese, palacinka e oplenac, roba da sagra o corteo funerario.
Voto: 7

STRANGER IN THE NIGHT
Il festival, finalmente. Quello che doveva essere. Canzoni, cantanti, roba vera, roba grande, protagonisti mondiali che esaltano la qualità nostrana, Al Jarreau, Skye, rare note ma immensa emozione, qui l’arte è arte, laddove anche un sospiro diventa melodia. Ora qualcuno dovrebbe spiegare ai contribuenti perché mai Sanremo debba essere tutto il resto di pociacchera, comici, profeti, saltimbanchi, tutti salariati con denaro pubblico, quando si avrebbe l’occasione, invece, di offrire, come ieri sera, la scena e il microfono a chi sa fare, di questo mestiere, una professione e non una fase ieratica della propria vita. Giovedì grasso, di carnevale, grazie ai coriandoli degli stranieri accanto alle maschere italiane. Oggi torneranno i clown del nostro cortile. Pagati, rispettati, venerati come fossero premi Nobel.
Voto: 10++++