Bersani: "Dal premier soltanto chiacchiere"

Il segretario del Pd critica il discorso di fine anno del premier e lo paragona a Kim Il-Sung e Lukashenko: "In nessun Paese al mondo può succedere
una cosa così, una conferenza stampa lunga due ore e mezza fatta di chiacchiere senza nulla dentro sulla
situazione concreta degli italiani"

Roma - Neanche il clima natalizio addolcisce il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che non perde l'occasione per muovere critiche pesantissime nei riguardi del presidente del Consiglio, arrivando ad accostarlo a due dittatori: Kim Il-Sung e Lukashenko. E il motivo di un attacco così virulento qual è? Berlusconi ha parlato troppo nella sua conferenza stampa di fine anno. "In nessun Paese al mondo - dice Bersani - può succedere una cosa così, una conferenza stampa lunga due ore e mezza fatta di chiacchiere senza nulla dentro sulla situazione concreta degli italiani". Così il segretario del Pd commenta il discorso tenuto oggi da Berlusconi.

Come Kim Il-Sung e Lukashenko "Conferenze di questa lunghezza sono al livello di Kim Il-Sung o Lukashenko" ha detto, con tono sferzante, il leader del Pd, che ha citato a questo punto ciò che gli avrebbe detto anni orsono Montanelli: "Ricordati, mi disse, che quest’uomo non sa distinguere tra verità e menzogna". Secondo Bersani, infatti, "riuscire a parlare de L’Aquila senza dire che nel milleproroghe hanno tolto il rinvio del pagamento delle tasse, significa pensare che, o siamo un popolo di imbecilli o che ha smarrito il confine tra verità e menzogna".

Non c'è garanzia di governabilità "Non c’è garanzia di governabilità, ci sono tensioni incombenti, c’è un distacco tra politica e società: Berlusconi non è un politico, è un politicante che parla di tavoli col terzo polo per prendere qualche deputato in più". Bersani attacca il premier che, a suo dire, "non parla dei problemi del Paese".

Serve un'agenda di riforme Approfitta dell'occasione, il leader del Pd, per lanciare la proposta del suo partito: "Cambiamo l’agenda e proponiamone una all’altezza del decennio, con al centro una stagione di riforme vere". Questa agenda di riforme è aperta a tutti coloro che sono d’accordo, aperta alle forze politiche e sociali che vogliono chiudere con il decennio berlusconiano.