Bersani: «Su Telecom si faccia presto»

Pronti nuovi soci e una dotazione di 300 milioni Spaventa alla presidenza

da Milano

Anche il governo mette fretta ai nuovi azionisti di Telecom nella scelta dei vertici: «Speravo che questo problema fosse già risolto» ha detto ieri il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani. «Non voglio assolutamente entrare nelle scelte degli azionisti - ha precisato, ma l’importante - è che si decidano».
In realtà la decisione non è ancora arrivata e non è detto che arrivi, come si è detto da più parti, entro il prossimo giovedì, quando è in calendario il cda di Telecom sui conti del terzo trimestre. Anche ieri sono proseguiti i contatti tra Renato Pagliaro, presidente del consiglio di gestione di Mediobanca, e Gaetano Miccicchè, numero uno della finanza di Intesa Sanpaolo. I due azionisti bancari sono quelli a cui spetta l’indicazione del top management, che andrà poi sottoposto anche al gradimento di Cesar Alierta, capo di Telefonica. La candidatura di Franco Bernabé come ad, voluta da Intesa, sarebbe l’unica seria alternativa a lasciare la società nelle mani di Renato Ruggiero, mentre la presidenza per Gabriele Galateri sarebbe una scelta condivisa da tutti.
A Piazza Affari il titolo tiene (+0,14% a 2,16 euro) puntando sulla buona intonazione del comparto tlc in Europa pur registrando anche alcune prese di profitto dopo il balzo messo a segno venerdì sul rialzo del target price da parte di Goldman Sachs e Dexia.
Restano le incertezze sul riassetto, ma l’attenzione del mercato è ora sui conti. Gli analisti si aspettano un terzo trimestre con ricavi intorno ai 7,7 miliardi di euro e un utile di circa 700-710 milioni comprensivo della cessione della quota in Saudi Oger pari a circa 100 milioni di euro.