Bersani visita una famiglia «media» Poi scopre che sono ricchi marchesi

L’esponente Pd ospite a cena in «una normale casa con problemi concreti». Ma nessuno si accorge che i Sacchetti sono aristocratici di antica casata

E ora il Tapiro d’oro, meglio ancora il tartufo d’argento o il cetriolo di platino, a chi va? Al settimanale che ha organizzato questa gran pensata o al ministro che ci si è prestato? Intenzioni ottime e meritorie senza dubbio alcuno, Oggi voleva portare Pierluigi Bersani, titolare ancora per poco dello Sviluppo economico, «a cena in una normale famiglia italiana con problemi normali, concreti, veri». Con queste parole l’editoriale presenta il servizio nel numero in edicola da ieri. Insomma, un piccolo Porta a porta casalingo col padre che fatica abbrutendosi sugli straordinari, la madre attenta ai centesimi della spesa, i figli spauriti davanti all’incerto futuro. E Bersani, che s’è presentato volentieri e di corsa, figurarsi se perdeva l’occasione di tanta e gratuita pubblicità: ha prestato attenzione alle lagnanze dei suoi «oscuri» commensali, e ha risposto con dovizia di argomenti alle loro domande. Un gran bel servizio. Quattro pagine. Una sventagliata di foto con la zuppiera di spaghetti in primo piano a dimostrare il mangiar semplice di una famiglia comune, il ministro che parla ora a mani giunte poi parallele quindi a rastrello, la famigliola (lui, lei, figlia impiegata 33enne e ragazzo studente di 17 anni) che ascolta attenta e silente lasciando freddare gli spaghetti nel piatto.
L’articolo, nonostante l’impegno del giornalista, non è particolarmente eccitante e ghiotto, dovendosi raccontare in definitiva un banale comizietto casereccio. Ma la vera ghiottoneria s’è palesata per merito di Dagospia, che ha rovinato la cenetta di Bersani tramutando l’edificante recita parrocchiale (o da Casa del popolo, se preferite) in pochade che seppellisce nel ridicolo attori e regista, il ministro e il settimanale organizzatore. Sì, perché «la famiglia Sacchetti che abita in un palazzo di Roma nel rione Monti», non è poi tanto comune, con problemi normali come la maggioranza delle famiglie italiane. Trattasi del marchese Sacchetti, famiglia nobiliare tra le più celebri e ricche dell’aristocrazia romana e italiana, vicina al Sacro Soglio, usa a frequentare i reali d’Inghilterra e quelli di Spagna.
Alla faccia di una semplice famiglia del ceto medio! Possibile che al direttore di Oggi siano sfuggiti i particolari del sangue e del censo? Oddio, è lo stesso direttore che aveva comprato a caro prezzo le famose foto di Silvio Sircana, il portavoce del premier dimissionato, per tenersele nel cassetto. Ma Bersani, sempre attento e preciso nel suo muoversi, non si è informato sulla qualità sociale della tavola che gli veniva imbandita? «Chi fa il mio mestiere deve rischiare di essere impopolare», sentenzia improvvido il ministro in questa cena delle beffe.
L’autore del servizio ha già scritto a Roberto D’Agostino una lettera piccata, ribadendo come «la famiglia Sacchetti che ci ha aperto la sua casa a Roma non abita nel palazzo di famiglia in via Giulia, ma in un normale appartamento di un anonimo palazzo umbertino di via Nazionale». Se vi sembra normale e anonima via Nazionale... Certo, via Giulia è ancor più prestigiosa, ma il marchesino Giovanni Battista (52 anni, professione pittore) ha dovuto «trasferirsi» coi suoi per frizioni con l’attuale moglie del marchese padre Giulio, nobiluomo di Sua Santità etc etc. Prima o poi anche Giovanni Battista dei marchesi Sacchetti tornerà nella magione di famiglia, che Dagospia illustra così: «Il più grande palazzo di via Giulia, progettato dal Sangallo come propria dimora, alla sua morte venne venduto dagli eredi al cardinal Ricci e poi ingrandito dall’architetto Nanni di Baccio Bigio. Ne ’600 fu acquistato dai marchesi Sacchetti, antica nobile famiglia di origine fiorentina, che ancora vi risiedono». Nobile e antica davvero, i Sacchetti son citati nella Divina Commedia, canto 16° del Paradiso. Il palazzo di via Giulia è «scrigno di affreschi di grandissimi artisti barocchi come Filippo Salviati e Pietro da Cortona e di quadri e mobili antichi di raro pregio». Questo virgolettato è tratto dal sito internet del marchesino Giovanni - l’anfitrione che coi suoi cari e Bersani ha discusso di «lavoro, tasse, stipendi, carovita: i temi che davvero stanno a cuore ai cittadini» comuni -, il quale così racconta il suo mestiere di vivere: «Da sempre pittore nell’animo, Sacchetti ha frequentato il liceo classico e dopo un tentativo di studi economici ha deciso di seguire la vocazione che fin da bambino lo portava a “schizzare” figurette di animali o paesaggi sul primo foglio di carta a portata di mano. La pittura ad acquerello è venuta dopo, quasi per scherzo». A differenza del giornalista di Oggi, il marchese pittore, pur temporaneamente «in esilio», non nasconde di vivere «a Roma sul Quirinale».
Che dire? Viene in mente I vitelloni, con Alberto Sordi che «salutava» i lavoratori. Se si ferma la Balilla...