Berselli: "Salva-premier? Per lui non cambia nulla"

Uno dei due autori degli emendamenti: "È una mia iniziativa ma il Guardasigilli è d’accordo. Maroni non ha motivo di preoccuparsi"

Roma - Senatore Berselli, può spiegare come è nata l’iniziativa della sospensione dei processi precedenti il 30 giugno 2002. E come risponde alle accuse di emendamento «salvapremier»?
«L’iniziativa è mia e del senatore Vizzini. Ho ricevuto un’ora fa la telefonata di un autorevole ministro che mi chiedeva informazioni sul testo. Questo per dimostrare che non c’è stato un incontro a livello di governo per dettare o supportare questo emendamento».

Oltre a lei e a Vizzini, chi era a conoscenza dei due emendamenti sulla giustizia al decreto sicurezza?
«È ovvio che ne abbiamo parlato con il ministro della Giustizia, per avere il suo parere. Se non lo avessimo informato e lui fosse stato contrario, io e Vizzini ci saremmo dovuti dimettere un secondo dopo».

Può spiegare lo spirito dei due provvedimenti?
«Siamo partiti dall’articolo 132 bis del codice penale: precedenza ai processi in cui vi siano imputati detenuti i cui termini della custodia stanno per scadere. Noi abbiamo deciso: diamo la precedenza a quei procedimenti che prevedono pene molto elevate. Abbiamo inserito una sfilza di reati, tutti i più gravi, con pene dall’ergastolo ai 10 anni. Però se inseriamo questa precedenza creiamo un ingolfamento».

Quindi, l’altro emendamento.
«Sì, i due emendamenti sono collegati. Il ragionamento è: se diamo la precedenza ai reati gravi, sospendiamo i processi per un anno per i reati che hanno una pena inferiore ai 10 anni, tranne quelli che riguardano la violazione delle norme antinfortunistiche, che destano un grave allarme sociale. La prescrizione viene congelata, tra 12 mesi i processi riprendono dove si erano fermati».

Il risultato quale sarà?
«Non è un provvedimento curativo, ma un palliativo. Tra un anno avremo smaltito processi per reati gravissimi che diversamente non avremmo potuto smaltire».

Crede che questo provvedimento sia apprezzato o contestato dai magistrati?
«A Bologna, la mia città, ho consultato giuristi di differenti orientamenti politici che trovano giuste queste norme. Nel merito sfido chiunque a dire che sono emendamenti sbagliati».

Ci sono però molte accuse: nella sospensione rientrerebbe anche Silvio Berlusconi.
«Per un procedimento penale il premier si potrebbe trovare tra coloro a cui è sospeso il processo. A parte che non è l’unico avviato nei suoi confronti, io comunque non posso essere influenzato per un processo contro il premier. Questa norma è stata pensata da applicarsi a una generalità di casi. Accetto la critica sul merito ma non è una norma salva-premier. Tra un anno l’onorevole Silvio Berlusconi si troverà nella stessa situazione di adesso».

La Lega non sembra entusiasta, cosa ne pensa?
«Non so se il ministro Maroni abbia letto l’emendamento. Se uno gli chiede cosa ne pensa dell’emendamento salva-premier, è ovvio che si mostra preoccupato, ma se lo legge, le sue preoccupazioni non hanno ragione d’essere».

Come è maturata l’idea di queste norme?
«Dobbiamo affrontare il problema della funzionalità della giustizia. L’unico modo è creare corsie preferenziali. Ci troviamo a spendere somme enormi sapendo che gli imputati non sconteranno mai la pena. In questo anno speriamo di liberarci di tanti procedimenti. Bisogna però investire di più sulla giustizia».

Più magistrati?
«Ci vogliono più magistrati, sono troppo pochi, l’organico va aumentato, ma in attesa di questo, creiamo una corsia preferenziale per reati di gravi. Credo che i cittadini non possano non essere d’accordo».