Bertagnoli ai magistrati: così pagai i vertici Unipol

L’operatore finanziario, interrogato per 4 ore, fornisce agli inquirenti le chiavi d’accesso dei versamenti. «Plusvalenze per due milioni di euro»

Stefano Zurlo

da Milano

Sulla sua faccia è stampato il sole delle Maldive. Bruno Bertagnoli, il padrone del Canaletto, arriva in Procura nel pomeriggio per completare il racconto iniziato la sera del 23 dicembre davanti ai pm Francesco Greco, Giulia Perrotti ed Eugenio Fusco. I tre gli avevano dato sulla parola il permesso di trascorrere il Capodanno nell’Oceano Indiano, lui si era impegnato a ricostruire nei dettagli un’operazione anomala che interessa molto ai magistrati: una compravendita di titoli chiusa con il bonifico di una sontuosa plusvalenza, oltre 2 milioni di euro, su due conti cifrati di Montecarlo.
A chi erano destinati quei soldi? Prima di Natale l’ex agente di Borsa aveva fatto un nome: quello di Giovanni Consorte, allora ancora in sella all’Unipol. A distanza di quindici giorni quel racconto sembra preistoria, si è scoperto che Consorte e il suo vice Ivano Sacchetti sono indagati per associazione a delinquere e sono saltate fuori altre plusvalenze, targate Chicco Gnutti, per un valore di 50 milioni di euro.
In Procura però preferiscono fare un passo alla volta. Dunque, la settimana comincia proprio con la deposizione di Bertagnoli, a sua volta indagato per ricettazione e riciclaggio. E l’ex agente zooma su quella storia, avvenuta nel febbraio 2002, e soprattutto offre ai magistrati gli estremi dei conti dell’Ubs di Montecarlo su cui convogliò il denaro. Ora la Procura potrà stabilire una volta per tutte a chi erano destinate quelle plusvalenze. «L’allora direttore finanziario della Bpi Gianfranco Boni - sintetizza lui ai giornalisti alla fine del faccia a faccia con i Pm - non mi disse nulla. Mi accennò solo che bisognava dare un compenso all’intermediario che aveva reso possibile quell’operazione basata su uno scambio fra 1,9 milioni di titoli della Popolare Italiana e 4,6 milioni di titoli Unipol. Successivamente mi rivelò che il beneficiario di uno dei bonifici era proprio il numero uno di Unipol, Consorte. Io sbiancai perché non me lo sarei mai aspettato». E l’altro conto? «Oggi faccio due più due - risponde sorridente Bertagnoli - e posso pensare sia di Sacchetti».
Ora la palla passa ai magistrati che hanno assediato la coppia di vertice dell’Unipol. Bertagnoli, invece, se ne va regalando un’ultima notizia: «Il Canaletto è mio e solo mio. Un investimento da 3 milioni di euro».