La Bertagnolli seduce e commuove con la «poesia» di Vivaldi e Haendel

L’invasione pacifica della musica antica sta accendendo di consensi e passioni l’estate italiana. A Milano, le rassegne organistiche raccolgono nelle chiese folle un tempo impensabili e danno un po’ di dignità alla smandrappata stagione cittadina. Poi ci sono gli eventi che riportano alla luce autori inaspettati improvvisamente in rapporto diretto e intenso col pubblico, come Leo o De Maio. Il soprano Gemma Bertagnolli, in giro per l’Europa insieme a L’Europa Galante di Fabio Biondi o al clavicembalista Claudio Astronio con cui duella in trascinanti disfide virtuosistiche, ne fa spesso da giovane madrina.
Ma con lui a Sanremo, nel Santuario della Madonna della Costa pieno di gesti di statuone bianche e colonnone tortili e pericolosamente risonante, ha mosso pietas e seduzione naturalmente soprattutto con i Grandi: Monteverdi, Vivaldi, Haendel, vissuti come poeti e accolti clamorosamente.