Bertarelli: «Siamo in regola»

da Valencia

Ernesto Bertarelli si divide. Fa la vita del marinaio, attento alla preparazione fisica, al coordinamento. Ma fa anche la vita del padrone della Coppa. Per esempio, ha passato lunghe giornate in gommone con Michel Bonnefous che è il capo operativo di AcManagement, la società creata per gestire la Coppa di cui ovviamente è titolare. Ogni giorno dal porto escono il suo Vava, motoryacht di una cinquantina di metri, lo Swan di famiglia di trenta metri, insomma potrebbe stare più comodo ma lui fa la vita degli altri, su è giù per le banchine a scaricar vele, stringere mani, ascoltare. In barca lo si vede imbracciare la pistola laser, quella che serve per definire la distanza dell'avversario oppure azionare il grinder di poppa, quello che serve a regolare la randa. Se vuole, decide...
Come è stata la regata di ieri?
«Il pareggio è un risultato storico, che tiene lo spettacolo aperto. Negli ultimi anni abbiamo visto incontri a senso unico. Brad Butterworth probabilmente ha fatto una delle migliori regate delle sua vita. Era davvero difficile interpretare la giornata. Ed Baird ha fatto una bella partenza e ha timonato bene, era difficile restare in quella posizione così a lungo nella prima bolina».
Vi contestano il sistema di aggancio della randa.
«Ho imparato più della Coppa negli ultimi quattro giorni che in sette anni: credo che sia una questione legata alla sicurezza, sono convinto che siamo regolari».
Le condizioni erano simili a quelle della terza regata.
«La differenza è che il vento era molto più stabile. Nella terza regata il comitato ha dovuto cambiare il percorso due volte mentre ieri non ha cambiato nulla, quello non era un giorno per regatare, era come giocare a Las Vegas. Ieri invece, anche se il vento era instabile e le decisioni difficili, si poteva regatare in condizioni che ci hanno consentito di fare del vero match race».
È giusto dire che più si va avanti, più avete la possibilità di vincere?
«Siamo 2-2 e dobbiamo vincere altre tre regate, non ci sono altre questioni».
Sul piano psicologico dopo questa vittoria che cosa cambia?
«Dovevamo vincere, abbiamo fatto una buona regata e abbiamo vinto. Essere 1-3 sarebbe stato un risultato pesante. Il 2-2 ha dimostrato che possiamo tenere la pressione, possiamo rimontare, possiamo tenere la Coppa».
Ieri avete applicato una tattica più tradizionale.
«C'erano condizioni meteo completamente diverse, l'altro giorno non si poteva controllare l'avversario. Anche ieri nell'ultima poppa abbiamo dovuto lasciarli navigare da soli per le ultime due strambate. Seguirli avrebbe significato perdere acqua e rischiare di più. A un certo momento devi prendere la decisione di regatare con il tuo vento, dei fare delle scelte».