Bertinotti contestato al corteo di Torino, bandiere israeliane bruciate dai centri sociali

L'ex presidente della Camera contestato da un gruppo di giovani dei centri sociali costretto a lasciare il corteo mentre raggiungeva gli striscioni di Rifondazione. A fuoco due bandiere d'Israele e una americana<br />

Torino - Fausto Bertinotti è stato contestato questa mattina a Torino dai centri sociali. E' accaduto prima che iniziasse la manifestazione del primo maggio in piazza Vittorio dove c'era il concentramento del corteo. Quando l'ex presidente della Camera si è avvicinato agli striscioni e alle bandiere di Rifondazione Comunista, un gruppo di giovani dei centri sociali lo hanno praticamente fatto allontanare contestandogli la politica del governo di centro sinistra e la sua partecipazione alla Fiera del Libro di Torino.

Queste infatti le spiegazioni date dai contestatori. A questo punto Bertinotti si è allontanato dalle file di Rifondazione Comunista. Bertinotti è atteso per uno degli incontri dedicati dalla Fiera del Libro alle "parole" della Costituzione: a lui spetta il dibattito sull' articolo 1 e sulla parola "lavoro".

Bruciate bandiere israeliane Al termine del corteo del Primo maggio, intorno all'una, in piazza San Carlo, i giovani dei centri sociali di Torino e dell' associazione Free Palestine hanno bruciato due bandiere israeliane e una americana. Questo in segno di protesta per la decisione della Fiera del Libro di Torino (7-12 maggio) di ospitare ufficialmente Israele nell' anno del suo sessantesimo anniversario. Bandiere tenute insieme da un bastone di legno con il quale sono state trascinate nel corso della manifestazione, da piazza Vittorio a piazza San Carlo. Dopo aver lanciato alcuni fumogeni, nel centro della piazza, quando le circa 30.000 persone che hanno partecipato alla manifestazione si erano quasi tutte allontanate, i giovani di Askatasuna e altri gruppi, hanno dato fuoco alle tre bandiere dopo averle inzuppate di benzina.

"Atto di inciviltà" "Un atto di inciviltà che proprio nel momento in cui ci si appresta a celebrare la festa per i 60 anni di Israele a Torino, è inammissibile in uno stato democratico". Così Claudia De Benedetti dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane ha definito gli atti antisraeliani di Torino. "Ritengo - ha aggiunto - che questi atti non giovino al sereno svolgimento di una manifestazione che vedrà la presenza del presidente Napolitano a fianco di tanti amici di Israele. E sono sono preoccupata per un atto che testimonia un clima ostile e di ignoranza e pregiudizio. Una vera e propria censura culturale".