Bertinotti, contro i ministri in piazza: sgrammaticatura

Il presidente della Camera è contro la partecipazione di alcuni ministri alla manifestazione sulla finanziaria, in programma domani, promossa dalla sinistra radicale. Rutelli: "Chi è al governo non manifesta"

Roma - Quella di domani a Roma dovrebbe essere, per gli organizzatori, una manifestazione della sinistra ma non contro il governo. Almeno a parole perché, da che mondo è mondo, quando si va in piazza a protestare contro la Finanziaria è difficile poi sostenere che l'obiettivo non è il governo. La vigilia del "sinistra day" anima le polemiche sul profilo e sull’opportunità della manifestazione della sinistra sul pacchetto welfare. Fausto Bertinotti non è favorevole alla partecipazione dei ministri: "Sarebbe una sgrammaticatura. Ognuno faccia il suo mestiere". Ma afferma anche che "questa è la tattica, la strategia è un’altra". "Un centrosinistra con la vista lunga - dice il presidente della Camera - deve guardare con complicità ai movimenti, anche a quelli critici nei suoi confronti. Il governo dovrebbe essere interessato ad avere un interlocutore critico che si proponga di scuotere un contesto sociale dominato dai poteri forti. Perché può intercettare i consensi che derivano da un’azione del genere". 

"Berlusconi è il Sarkozy italiano" Intervenuto alla presentazione dell'ultimo libro di Bruno Vespa il presidente della Camera afferma anche che "è Berlusconi il Sarkozy italiano", e aggiunge: "Sarkozy ha compiuto in Francia una operazione di unificazione e ridefinizione del centrodestra con il recupero della tradizione gollista e bonapartista sul terreno identitario. Berlusconi ha compiuto ha riunificazione della destra italiana sul terreno economico sociale mettendo insieme liberismo e populismo".  

"Sulla firma non rispondo neanche sotto tortura" "Neanche sotto tortura risponderei a questa domanda, nel caso resistessi alla tortura, naturalmente". rtinotti risponde ai giornalisti che gli chiedono se, da ex sindacalista, avrebbe firmato il protocollo sul welfare. Ad una domanda specifica su quale sia la posta in gioco nella manifestazione di domani, Bertinotti risponde: "Questo lo dovete chiedere ai leader della sinistra radicale, io sono fuori casa".

Vendola scende in piazza In piazza tra gli altri ci sarà anche il governatore della Puglia Nichi Vendola che in molti indicano come il delfino politico di Bertinotti. Prc, Pdci e Fiom, che saranno alla manifestazione (ma non è previsto nessun ministro né bandiere del sindacato) spiegano i motivi della piazza.

"La manifestazione di domani è importante sia per i lavoratori e sia per il governo. Più saremo e più faremo valere le nostre richieste, che il governo non potrà ignorare. In parlamento presenteremo emendamenti migliorativi" conferma Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera.

"Domani saremo in piazza e credo che saremo in tantissimi, la nostra sarà una presenza per l’Unione, per il programma, per migliorare il protocollo del 23 luglio, per il centrosinistra, per un lavoro stabile e sicuro che possa dare un futuro dignitoso. Saremo in piazza per il governo Prodi" afferma la senatrice Manuela Palermi, capogruppo Pdci. Nettamente contrari alla manifestazione i centristi dell’Unione, che temono per il governo. Dopo il sì al pacchetto welfare "risulterebbe inutile la presenza in piazza dei Ministri alla manifestazione di domani" afferma Nello Formisano, capogruppo dell’Idv a Palazzo Madama.

Per il capogruppo alla Camera dell’Udeur, Mauro Fabris, le tensioni della piazza possono ripercuotersi sul governo e dunque questo "rischia seriamente" di cadere. "Non si può tirare troppo la corda altrimenti questa si spezza". E poi "non va bene scaldare la piazza contro il governo. Non lamentiamoci se a poi a Palazzo Madama qualche senatore della sinsitra radicale vota contro. A quel punto non c’è più il governo e resta la legge Maroni". E per il leader dello Sdi, Enrico Boselli, "manifestare contro l’accordo vuol dire manifestare in modo chiaro contro il sindacato e contro i lavoratori oltre che contro il governo. Ma questo lo capiscono tutti. Solo le acrobazie dialettiche del ministro Ferrero possono tentare di spiegarla diversamente. Che domani la manifestazione sia anche in polemica col governo lo dimostra il fatto che due dei quattro ministri della sinistra radicale, ovvero Pecoraro Scanio e Mussi, non parteciperanno".

Rutelli: "Inopportuno che manifestino i ministri" Di fronte all’ipotesi che il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, partecipi domani alla manifestazione sul welfare, il vicepremier Francesco Rutelli ribadisce la sua posizione, giudicando inopportuna la discesa in piazza di ministri in carica: "La scelta è sua, ma ribadisco quello che ho sempre detto, che è una mia opinione personale. Chi sta al governo, sta al governo, e ha modo di esprimere le sue opinioni partecipando all’azione collegiale dell’esecutivo. Tuttavia - aggiunge - una manifestazione è un’espressione democratica e ciascuno, secondo la propria coscienza e la propria valutazione di uomo politico, è in grado di decidere cosa sia meglio fare".