Bertinotti: "Le critiche al governo? Ho detto che il re è nudo"

Il presidente della Camera si "giustifica" e spiega: "Chi è che
dice che il re è nudo?
L’innocente, e io un pò di innocenza ce l’ho"

Milano - "Chi è che dice che il re è nudo? L’innocente, e io un pò di innocenza ce l’ho", giustifica così le sue affermazioni sullo stato di salute del governo, il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, intervistato questa sera da Paolo Mieli alla Camera del lavoro. Incalzato da Mieli, che gli chiedeva da cosa era originato questo "atto coraggioso e da rivoluzionario", Bertinotti ha spiegato di aver fatto quelle affermazioni perché "quando si è in una situazione come questa bisogna iniziare a prospettarne una diversa. Io dico che chi ci vuole provare deve cominciare anche a ragionarci". Quando però si dicono certe cose "poi ti sgridano tutti - ha aggiunto - perché sei il presidente della Camera. Come se il presidente della Camera dovesse dire solo bugie".

"Legge elettorale, ho l'ottimismo della disperazione" Ha poi detto Bertinotti: "Le buone regole si fanno a larghissima maggioranza se non all’unanimità". E ha proseguito: "Dico questo perché siamo davanti ad un disastro rispetto alla distanza che c’è tra la gente e la politica. Pensate cosa accadrebbe se si votasse adesso con l’attuale legge elettorale. Chi vince si troverebbe davanti a problemi grandi e il distacco tra la gente alla politica aumenterebbe ancora di più".

"La sinistra rischia di morire" E per Bertinotti lo scenario per la sinistra è cupo: "E' a rischio in Europa e in Italia. Rischia di morire quella sinistra che in Italia ha posto il tema dell’uguaglianza e che è stata per questo collegata al movimento operaio". Bertinotti ha spiegato che la fine di quella sinistra è stata determinata dalla modernizzazione, dalla globalizzazione e dal crollo dei due mondi. Secondo il presidente della Camera, la sinistra "deve organizzare quelle parti di società che pensano ancora che il tema dell’uguaglianza deve essere al centro, contro la precarietà e la disuguaglianza che crea il neocapitalismo".

Critiche al Pd Bertinotti, infine, ha accusato il Partito Democratico "considerare i meccanismi economici come oggettivi e di aggiustarli in un secondo momento con la politica. Questa è una tendenza liberal-sociale che accentua la disuguaglianza e la precarietà".