Bertinotti fa il tifo per il Cremlino: niet allo scudo spaziale americano

Il leader del Prc sta con Mosca: «Il disarmo è un tema ineludibile»

da Roma

No allo scudo spaziale, dice Fausto Bertinotti, non si può isolare Mosca: «Quando qualcuno si sente in qualche modo accerchiato, è buona politica ascoltare con attenzione le sue preoccupazioni». E poi, aggiunge, ricordiamoci bene che il disarmo è un tema ineludibile». Ma il sistema di difesa che gli Stati Uniti propongono di installare nell’Europa centrale lascia parecchio perplesso pure Massimo D’Alema. «Noi - spiega il ministro degli Esteri - non siamo contrari a misure di sicurezza, purché non creino tensione e siano condivise da tutti i Paesi europei e dalla Russia». E su questo argomento Jacopo Venier, responsabile Esteri del Pdci, chiede addirittura che «urgentemente» si riunisca un vertice di maggioranza.
Filo-russi di ritorno? Riallineati con il Cremlino? Proprio a Mosca, dove è in visita ufficiale, ecco il presidente della Camera che si schiera con Putin, impegnato nel duro braccio di ferro con Bush. «Bisogna contrastare la spinta al riarmo - sostiene -, è un problema di pace e di un’idea dell’economia del futuro. Condividiamo con la Russia la politica della valorizzazione delle Nazioni Unite e anche di una politica che lavori per risolvere i punti di crisi e di controversia nel mondo, attraverso il metodo della trattativa e del negoziato».
Basta insomma con l’unilateralismo americano: «Le assemblee - conclude Bertinotti dopo l’incontro con il presidente della Duma Boris Gryzlov - devono essere il luogo istituzionale principale per risolvere compiutamente l’istanza della partecipazione. Sappiamo bene che anche su democrazia e diritti nessun Paese può ergersi a giudice dell’altro. Al contrario, insieme deve essere trovata la via più efficace per un confronto che, nella reciproca cooperazione, lavori per una loro crescente affermazione in un mondo che sta cambiando rapidamente».
Parole di Bertinotti, leader storico di Rifondazione comunista, che in realtà comunista non lo è mai stato. Al contrario di D’Alema, che però sul tema ha una posizione molto più sfumata. Se si parla di scudi spaziali, in linea di principio il ministro degli Esteri non si scandalizza affatto. Anzi, dice, «l’Italia non è contraria», a condizione che non sia una scelta di parte e che «nella formulazione vengano coinvolti» Onu, Nato e Russia. Invece, aggiunge, il metodo scelto da Washington per affrontare la questione è «inappropriato». A Venier non basta: «Questa ipotesi deve essere respinta totalmente».
Intanto la Nato ha incaricato i suoi esperti militari di preparare piani per un sistema di difesa antimissile per proteggere il fianco sud dell’Alleanza. È quanto emerso dalla riunione dei ministri della Difesa al quartier generale dell’organizzazione a Bruxelles.
Una decisione finale sull’eventuale scudo dovrà esser presa entro il 2008. «La road map dell’Alleanza - dichiara il segretario generale Jaap de Hoop Scheffer - è ormai chiara. È pratica ed è concordata da tutti». Non da Mosca. «Non basterà il prossimo vertice Bush-Putin a risolvere la disputa», taglia corto il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov.