Bertinotti, fuoco di sbarramento contro le critiche

Il presidente della Camera difende Prodi e la Finanziaria: "La dialettica con Draghi sta nella fisiologia della democrazia". E su Almunia: "E' il difensore dell'otodossia, bisogna rsipettarlo, non genuflettersi"

Roma - Bertinotti corre in soccorso a Prodi. "Una dialettica con il governatore della Banca centrale è nella fisiologia della democrazia. C’è una diversità di ruoli, Draghi ha l’autorità della moneta e come governatore della Banca centrale non viene eletto dal popolo e risponde giustamente, dal suo punto di vista, ad altre istanze. Il governo deve rispondere al popolo o no?". Questa la replica del presidente della Camera Fausto Bertinotti al durissimo intervento contro la manovra del governatore di Bankitalia.

Stoccata ad Almunia "Non è una sorpresa, mi pare che abbia improntato tutto il suo ruolo e la sua funzione in questa visione di gendarme dell’ortodossia. Uno la può rispettare, ma non è detto che debba genuflettersi". Bertinotti commenta anche la "stroncatura" del commissario europeo, Almunia, sulla Finanziaria. La terza carica dello Stato ha poi citato il presidente francese Nicolas Sarkozy, che nei confronti di Bruxelles "è stato assai più duro del presidente del Consiglio italiano, nei confronti dei moniti che gli sono venuti da quelle parti". Per Bertinotti l’Europa "mi pare che sta sottovalutando troppo i problemi che tutti i paesi europei hanno sul versante dell’occupazione, della coesione sociale, della qualità dell’economia e non soltanto della crescita. Cosa che chiede per realizzare un equilibrio tra il risanamento dei conti e i temi della costruzione e della coesione sociale che sono una parte importante del futuro anche economico del paese".