Bertinotti con Napolitano: basta con l'abuso del voto di fiducia

Quirinale contro &quot;le finanziarie ridotte ad articoli unici di dimensioni abnormi&quot;. Il presidente della Camera: &quot;Ascoltare le parole del capo dello Stato&quot;. Fini: &quot;Prodi tenga conto delle parole del Quirinale.<strong> </strong><a href="/a.pic1?ID=210068" target="_blank"><strong>Debito, l'agenzia Fitch boccia il governo</strong></a>

Roma - Il presidente della Repubblica, nell’autorizzare la presentazione del disegno di legge finanziaria per il 2008 e del connesso disegno di legge di bilancio, desidera richiamare "la grave preoccupazione espressa il 20 dicembre scorso, nell’incontro con le alte magistrature dello Stato, per la prassi invalsa da tempo nella formazione e nella discussione dei provvedimenti di bilancio, e culminata in voti di fiducia - nella legislatura attuale e in quella precedente - su leggi finanziarie ridotte ad articoli unici di dimensioni abnormi". Lo afferma lo stesso capo dello Stato precisando comunque in una nota che "la rilevante riduzione, rispetto allo scorso anno, del numero di disposizioni contenute nella legge finanziaria, la prevista articolazione della manovra di bilancio in diversi provvedimenti legislativi, e la nuova classificazione delle spese introdotta nel bilancio, hanno costituito un primo, parziale accoglimento delle sollecitazioni espresse nel dicembre dello scorso anno".

"Rivedere procedure per l'esame dei provvedimenti" In attesa di una riforma della legge di bilancio, il presidente della Repubblica auspica che "si compiano nelle Camere tutte le opportune verifiche relative ai testi presentati dal governo, e si assumano, nel rigoroso rispetto dei regolamenti vigenti, tutte le decisioni atte ad assicurare un corretto confronto ed esito finale della sessione di bilancio". Napolitano si è augurato altresì che "a questo scopo la definizione delle procedure e dei tempi per l’esame dei singoli provvedimenti risulti dalla più larga convergenza in seno alle Camere, nella piena libertà della dialettica parlamentare e nel comune interesse del funzionamento delle istituzioni".

Bertinotti: "Totale sintonia con Napolitano" "Confermo la totale sintonia con il presidente della Repubblica. Il mio auspicio è che le sue parole vengano ascoltate". Fausto Bertinotti condivide l’appello del capo dello Stato, contrario alla prassi dei maxi emendamenti con fiducia nella Finanziaria: "Un meccanismo disdicevole", dice il Presidente della Camera intervistato da Radio Montecarlo. Il presidente della Camera avverte, tuttavia, che la riforma delle procedure di bilancio, sollecitata da Napolitano "richiede tempo. Una riforma organica - osserva - è legata alla legge elettorale perché una vera riforma si può fare solo pensando alla prossima legislatura".

Fini: "Prodi ascolti Napolitano" «Napolitano ha detto una cosa condivisibile, speriamo che Prodi ne tenga conto», perché «serve un dibattito senza la tagliola della fiducia». Così Gianfranco Fini, ospite del Tg1, commenta l’appello del Capo dello Stato contro i troppi voti di fiducia. Il problema, ha spiegato il leader di Alleanza Nazionale, «non è l’uso dello strumento della fiducia, ma l’abuso. Prodi ha utilizzato il ricorso al voto di fiducia 21 volte in 18 mesi». Nel corso del dibattito parlamentare «vedremo chi, nel teatrino di Rifondazione Comunista, Dini e i cosiddetti moderati, perderà la faccia».

Cicchitto: "No alla tentazione di trascinare la legislatura" "Il richiamo del Presidente Napolitano non può non essere condiviso. Sappiamo bene che l’uso della fiducia per l’approvazione della Finanziaria non è questione limitata all’attuale legislatura. Ma è altresì evidente che l’attuale governo ha abusato di questo strumento per poter sopravvivere, utilizzandolo anche per far passare leggi assai importanti, e non solo la stessa manovra". Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia, aggiunge che "viene da sorridere di fronte a quanti, nella sinistra, quando era Berlusconi a reclamare una modifica della legge che regola l’iter per l’approvazione del Bilancio dello Stato, accusavano il leader della Cdl di essere antidemocratico".

Calderoli: "Alle parole seguano i fatti" "Ben venga l'appello del presidente Napolitano sulla Finanziaria - dice Roberto Calderoli (Leg a Nord) ma adesso alle parole seguano i fatti. E in questo senso mi permetto di suggerire al Capo dello Stato l’eventualità di valutare la possibilità di rifiutarsi, ai sensi dell`articolo 74 della Costituzione, di promulgare la legge Finanziaria, rinviandola alle Camere, nel caso fosse stata approvata a colpi di maggioranza...".

Salvi "Richiamo del Colle ineccepibile" Il presidente del gruppo Sinistra democratica per il socialismo europeo, Cesare Salvi, dichiara che "in attesa delle ipotizzate riforme, bisogna intanto rispettare in modo rigoroso i regolamenti parlamentari e la normativa esistente, a cominciare dalla legge 208 del 1999, che contiene le disposizioni in materia finanziaria e contabile". "Non può ripetersi - aggiunge il senatore - quello che è accaduto lo scorso anno, con il voto di fiducia di un articolo unico, contenente oltre 1700 norme: i senatori non ebbero neppure il tempo materiale di leggerle prima di poter votare. Naturalmente - prosegue Salvi - l’opposizione deve fare la sua parte, evitando ogni forma esasperata di ostruzionismo".