Bertinotti non si fa convincere «La legge Biagi va abbattuta»

Il segretario di Rifondazione: la precarietà deve essere cancellata, altrimenti anche da noi ci sarà una protesta come quella francese

da Roma

Il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti ritiene che la legge Biagi sulla flessibilità del lavoro vada abbattuta, altrimenti ci si ritroverà presto anche in Italia con proteste di piazza simili a quelle che stanno agitando la Francia negli ultimi giorni. «La legge Biagi va abbattuta nella sua ispirazione - ha detto Bertinotti in un’intervista rilasciata ieri all’agenzia di informazione Reuters - ed è quello che stanno chiedendo i giovani in Francia e non solo. Bisogna che le classi dirigenti europee si rendano conto che questa politica che precarizza il lavoro è arrivata al capolinea». Il leader di Rifondazione comunista spiega che «bisogna abbattere la concorrenza che i contratti atipici, essenzialmente quelli a termine, hanno potuto esercitare nei confronti del contratto a tempo indeterminato. Si devono cancellare tutte le tipologie dei contratti a tempo determinato e le tipologie di flessibilità che determinano la precarietà». Per farlo, dice il leader del Prc, è necessario ridare centralità al contratto a tempo indeterminato «Facendo in modo che per l'impresa costi come i contratti atipici; stabilendo che dopo un certo tempo il contratto a tempo determinato deve diventare indeterminato; e definendo il contratto a tempo determinato come una condizione eccezionale per le imprese».
Tra le altre questioni sul tappeto, in vista del voto, Bertinotti parla di Alta velocità, bocciando il progetto del traforo della Val di Susa. «Sulla Tav il programma dell'Unione non dice nulla se non una questione di metodo, cioè che le grandi opere vanno realizzate con il consenso delle popolazioni. Quindi vedremo. L'importante è costruire questo confronto che oggi non c'è, vedremo a cosa porterà».
Quanto alla tassazione unica al 20% sulle rendite finanziarie, compresi i Bot, Bertinotti assicura che «saranno esentati i patrimoni sotto i 100mila euro». E sulle grandi rendite finanziarie e immobiliari, il segretario di Rifondazione considera necessario un intervento strutturale, perché, dice, in questi anni si sono «sviluppate in modo patologico». A Bertinotti pare ragionevole «portare dall'attuale 12,5% al 20%, riallineando anche i tassi sui conti correnti dal 27% al 20%. E questo non toccando il piccolo risparmio, con una soglia di 100.000 sotto alla quale il tasso rimarrebbe del 12,5». «Abbiamo calcolato - spiega - che l'80% delle famiglie italiane ne avrebbe un vantaggio, e finalmente si comincerebbe a far pagare chi deve pagare».
E in caso di pareggio alle elezioni, ipotesi che gli esperti considerano non così peregrina con la nuova legge elettorale, in particolare al Senato? «Non succederà - afferma Bertinotti con tono deciso -. Ma se succederà non si potrà far altro che tornare a votare».