Bertinotti al Pd "Calearo è un falco di Confindustria"

Il leader della Sinistra arcobaleno promette un'opposizione riformatrice e attacca le scelte di Veltroni: è la dimostrazione che il nuovo soggetto politico non è più un partito di sinistra

Roma - Dipinge la Sinistra arcobaleno come "vera novità della politica italiana", promette un'opposizione per "ricreare le condizioni di una politica riformatrice" e attacca il Partito democratico per avere candidato Massimo Calearo, "falco di Confindustria".

Il falco di Confindustria A Bertinotti non va proprio giù la candidatura di Massimo Calearo nel Pd. Secondo il candidato premier della Sinistra arcobaleno, sarebbe la dimostrazione che il partito di Walter Veltroni non è più un partito di sinistra. "Prendo atto che Veltroni dice noi siamo una forza di centrosinistra e non di sinistra", spiega Bertinotti, intervistato a Gr Parlamento. A proposito della candidatura di Calearo, Bertinotti sottolinea che si tratta non di un imprenditore, ma del presidente (ex da ieri) di Federmeccanica, cioè "uno dei falchi della Confindustria, come si è visto nella vicenda dei metalmeccanici, in cui la Federmeccanica ha puntato fino all’ultimo a non fare il contratto, e quando si è fatto ha detto che era l’ultimo di quella stagione".

Dalla parte dei lavoratori "L’idea che non ci sono interessi contrastanti tra le classi non corrisponde al vero". secondo Bertinotti, "negare l’esistenza del conflitto di classe" vuol dire "far vincere le classi dominanti". "La modernità nasce quando viene riconosciuto ai lavoratori, come nella Costituzione italiana, di essere portatori di un interesse - continua Bertinotti - oggi ci sono degli ostacoli che impediscono ai lavoratori di essere centrali nell’interesse del nostro Paese. Tra questi, quello principale è il profitto dei padroni che riconsegnano alla precarietà i lavoratori. Ecco perchè si è inasprito il conflitto". Per questo, la Sinistra arcobaleno intende proporsi come "condizione necessaria" perché venga riconosciuto "quel conflitto": "Il Partito democratico non ha scelto di stare dalla parte dei lavoratori".

L'opposizione protagonista Per la Sinistra arcobaleno Bertinotti vuole "un ruolo di opposizione protagonista" capace di "incidere sui processi reali del Paese". E poi rileva: "Penso a un periodo all’opposizione anche per ricostruire le ragioni di una politica di governo riformatore. Si va al governo se ci sono le condizioni per fare le riforme sociali del Paese, se no stai all’opposizione per farle maturare". Secondo Bertinotti, "la politica della sinistra è quella che sceglie di stare da una parte, dalla parte dei lavoratori e nella società dalla parte degli oppressi. Questa è la sfida per una sinistra che non parla come molti oggi fanno di interesse generale, perchè quando si mette da parte l’esigenza di rappresentare la parte più debole della società vuole dire sostenere quella più forte".