Bertinotti si schiera: " Io partigiano del sistema elettorale tedesco"

Il presidente della Camera invita ad accelerare sulla riforma anche perché incombe il referendum anti-proporzionale. Poi aggiunge: "Rapporto magistratura-camera? Togliere il conflitto"

Roma - «Io sono un partigiano del sistema tedesco ma in veste istituzionale credo sia necessario fare un appello per la modifica della legge elettorale. C’è un impegno della Camera e del Senato: questo a dimostrare che la modifica della legge non è una priorità soggettiva». Il presidente della Camera Fausto Bertinotti, nel corso della Cerimonia del Ventaglio, ad un cronista che gli chiede un giudizio sulla legge elettorale ed in particolare sul modello tedesco. prende posizione. «Penso che il modello tedesco sia efficace - prosegue - e in grado di determinare grandi alleanze per la stabilità restituendo ai partiti il contributo che danno alla dialettica parlamentare». In merito all’ipotesi che con il modello tedesco i partiti non scelgano subito le alleanze, Bertinotti precisa: «Sulle alleanze ex post questo non corrisponde all’esperienza tedesca dove i partiti hanno deciso prima la loro alleanza».

"Riforma del voto? Accelerare" Poco prima affrontando il tema della riforma, il presidente della Camera ha sostenuto che per la nuova legge elettorale «è necessaria una accelerazione che è ormai matura». Secondo Bertinotti, nella situazione attuale «è evidente che paghiamo il prezzo di una legge elettorale universalmente riconosciuta come inadeguata. Rappresenta una necessità e una priorità politica ed istituzionale porvi mano e penso che ci siano le condizioni per realizzare una riforma in Parlamento». «Ritengo possibile ed alla portata del Parlamento italiano - aggiunge - l’elaborazione di una riforma elettorale adeguata che apra un circuito virtuoso nel paese e nella politica».

"Magistratura-Camera, togliere il conflitto" «Il rapporto tra la magistratura e la Camera dei deputati deve essere improntato alla ricerca per togliere di mezzo il conflitto in modo che la fase di transizione non sia, da nessuna delle due parti, inquinata», ha sottolineato quindi Bertinotti nel corso della cerimonia del ventaglio. Il presidente della Camera bocciando l’ipotesi che l’attuale fase politica possa essere paragonata al 1992 ma sottolinea «che attualmente viviamo una fase di transizione. La crisi di oggi è determinata da una transizione e dalla domanda di avere un esito a quest’ultima».

"Conflitto Fassino-Mieli? Ne resto fuori" «Essendo stato oggetto da parte del segretario dei Ds, non ritengo di diventarne anche soggetto». Così il presidente della Camera Fausto Bertinotti, nel corso della Cerimonia del Ventaglio, risponde ad un cronista che gli chiede un commento sull’attacco del segretario dei Ds Piero Fassino nei confronti del direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, in merito alla vicenda delle intercettazioni.