Bertinotti va da Vespa a sfidare il premier Ma per i Ds non conta

L’«Unità» si limita a puntare il dito contro l’«overdose mediatica» di Berlusconi. «Liberazione» invece parla di primo confronto tra leader

Adalberto Signore

da Roma

Per avere la misura di quanto Silvio Berlusconi sia riuscito a cogliere l’attimo è sufficiente una veloce scorsa ai giornali. Soprattutto quelli più vicino all’Unione. Se l’Unità, infatti, regala polemicamente la foto della prima pagina a un mosaico di faccette del premier con a fianco l’elenco delle sue prossime apparizioni televisive («L’occupazione delle tv», recita il quotidiano fondato da Antonio Gramsci), Liberazione decide di affrontare la questione con toni molto più seriosi e un titolo ben in vista al piede della prima pagina: «Berlusconi e Bertinotti da Vespa. Il primo faccia a faccia tra leader». Secondo il giornale dei Ds, dunque, dalla prossima settimana inizierà «un’overdose mediatica», per il quotidiano di Rifondazione comunista, invece, «Bertinotti sarà il primo leader dell’opposizione a confrontarsi» con il premier.
Un diverso approccio, quello dell’Unità e Liberazione, che si spiega soprattutto con i recenti guai politico-finanziari dei Ds e con una buona dose di coincidenze fortunate che l’entourage di Berlusconi non ha alcuna intenzione di lasciar sfumare. Già, perché l’idea dei confronti televisivi risale alla conferenza stampa di fine anno, quando, rispondendo alla precisa domanda di un giornalista, il premier si disse favorevole a incrociare i guantoni con gli avversari davanti alle telecamere. Bruno Vespa non si lasciò scappare l’occasione e, contattati telefonicamente Piero Fassino e Francesco Rutelli, annunciò la loro disponibilità. Prima sfida in programma, quella tra Berlusconi e il segretario dei Ds, messa in calendario per l’11 gennaio. Insomma, tutto accadde ben prima che il Botteghino fosse investito dall’affaire Unipol che, di fatto, ha di molto cambiato lo scenario politico.
Così, se Berlusconi non ha alcuna intenzione di rinunciare a una sola delle apparizioni televisive che ha in programma nei prossimi giorni (la prossima settimana sarà a Otto e mezzo, Porta a Porta, Alice e Conferenza stampa), sul versante opposto la strategia è esattamente quella opposta: sfilarsi, in attesa che la questione Consorte si assesti un po’ e che l’Unione stabilisca una linea comune. Una situazione che la Casa delle libertà cercherà di sfruttare al massimo perché - commentavano giovedì sera Berlusconi, Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini - «questa storia di Unipol è un bel toccasana». E poi, più di una volta, il premier ha ripetuto ai suoi che «da qui a quando entrerà in vigore la par condicio» (che non sarà modificata) «bisogna sfruttare ogni occasione». Peraltro, fanno presente a Palazzo Chigi, «in questi anni Berlusconi si è tenuto ben lontano dalle trasmissioni politiche più viste, da Porta a Porta a Primo Piano». I conti li fa Paolo Bonaiuti, portavoce del premier e sottosegretario alla presidenza del Consiglio: «Negli ultimi tre mesi Fassino ha fatto due Porta a Porta, due Ballarò, un Batti e Ribatti e un Otto e mezzo. E Rutelli ben quattro Porta a Porta».
Così, il fatto che l’11 gennaio il segretario dei Ds non sia disponibile (perché si riunisce la direzione del partito per discutere del caso Unipol) per Berlusconi non è certo un ostacolo. Anzi, se dopo il forfait di Fassino arrivassero anche quelli di Rutelli («la data del confronto sarà decisa d’intesa con Prodi e gli alleati») e Prodi («i confronti si fanno alla fine della campagna elettorale, non all’inizio»), ben venga. Soprattutto se al posto loro si presenterà Fausto Bertinotti, leader dalla grande capacità dialettica ma non certo un catalizzatore del voto moderato. Anzi, la speranza dell’entourage di Berlusconi è che il segretario del Prc possa raccogliere parte di quegli elettori ds delusi dall’affaire Unipol, spostando di fatto il baricentro dell’Unione. Anche così si spiegano le prime pagine dell’Unità e Liberazione e pure le dure critiche al premier arrivate ieri da Vannino Chiti. «Berlusconi - dice il coordinatore della segreteria della Quercia - controlla l’informazione televisiva pubblica e privata e pensa di poter riuscire nell’impossibile: far credere ai cittadini che può far prediche sul rapporto tra politica e economia». E conclude: «Ma da che pulpito, visto che proprio lui rappresenta nel mondo la simbiosi vivente tra politica e affari». Laconica la replica di Bonaiuti: «Un attacco sgangherato, tanto per distogliere l’attenzione...».