Bertinotti a Veltroni: "Il Psoe non è il Pd"

La sinistra litiga anche sulla Spagna. Walter: "Battuta la sinistra radicale". Fausto: "Sbagli, Zapatero è socialista tu no"

Roma - Spagna e Francia specchio del malessere della sinistra radicale. Il leader del Pd, Walter Veltroni legge in questi termini la vittoria di Zapatero da una parte ela sconfitta di Sarkozy. Secondo l'ex sindaco di Roma, l'esito delle urne avrebbe infatti premiato il riformismo democratico. Affermazioni che hanno mandato su tutte le furie il leader della Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti: "Il Pd è tutta un'altra cosa"

Insomma, la sinistra litiga sulla vittoria di "Zp". Partito democratico e Sinistra arcobaleno si disputano il successo del leader socialista. I democratici esaltano il riformismo del primo ministro spagnolo, mentre gli altri, fan della prima ora che magari hanno visto il film di Sabina Guzzanti «Viva Zapatero!», esultano per la vittoria del campione dei diritti civili che ha saputo tenere a freno la gerarchia ecclesiastica.

Veltroni Tra i primi a congratularsi con il premier iberico per il bis elettorale, Walter Veltroni. Il leader del Pd ha scritto a Zapatero che la sua vittoria rappresenta «una buona notizia per l’Europa». Le elezioni spagnole, ha sostenuto Veltroni, mostrano «un vento nuovo», favorevole ai riformisti. Non a caso, accanto al successo dei riformisti e al calo della destra, il voto ha messo in evidenza «una certa difficoltà della sinistra radicale»: perchè in Spagna, ha detto Veltroni, gli elettori hanno capito che non si deve dare un voto di «testimonianza» ma bisogna scegliere con «realismo e innovazione». L’euforia democratica per la vittoria di Zapatero, che però non ha coinvolto l’ala cattolica del partito, ha contagiato anche il sito del Pd, dove è apparsa in prima pagina la traduzione dello slogan veltroniano «si può fare»: «Se puede hacer».

Bertinotti Ma la glorificazione veltroniana di Zapatero ha suscitato l’ira e il fastidio della sinistra. A finire nel mirino dei leader dell’arcobaleno non è stata tanto l’analisi di Veltroni sulla sinistra radicale in crisi: anche Bertinotti, su questo tema, ha parlato di «allarme». La sinistra, invece, ha criticato Veltroni per aver sorvolato sul laicismo «senza se e senza ma» del primo ministro di Spagna. Con Zapatero, ha sostenuto Bertinotti, si realizza «un’importante sconfitta dell’ingerenza del clero». Inoltre, ha aggiunto Bertinotti, Zapatero è socialista e «di formazioni socialiste in Italia non ce ne sono». Con queste parole si è aperto immediatamente un altro fronte: quello dell’orgoglio socialista, ferito dall’attacco di Bertinotti. Il presidente della Camera ha poi precisato di avercela con il Pd, colpevole di aver rinunciato al socialismo.

Boselli Ma intanto si era sentito offeso il leader del Ps Enrico Boselli: «Bertinotti - ha ribattuto - dovrebbe essere rosso di vergogna, perchè in Italia noi socialisti ci siamo da 116 anni».

Giordano La la polemica principale verte sulla collocazione di Zapatero. Il segretario di Rifondazione Franco Giordano dice che la sinistra radicale ha una «forte sintonia» con Zapatero sul tema dei diritti civili; ma anche su alcune questioni economiche, come la lotta al precariato. Il capogruppo del Pdci Pino Sgobio giudica come «comico» l’accostamento di Veltroni a Zapatero: il leader del Pd, sostiene, «non farebbe nemmeno lontanamente le riforme fatte in Spagna da Zapatero».

Russo Spena Anche il presidente dei senatori di Rifondazione Comunista Giovanni Russo Spena sostiene che il Pd e il Psoe «non hanno proprio niente in comune». A partire dal nome del Psoe (dove la ’ò sta per ’obrero, operaio), Fabio Mussi, in polemica con il Pd, osserva che «le grandi forze politiche non tagliano i legami con la storia e le tradizioni della sinistra».

Ferrero Va più in là il ministro di Rifondazione Paolo Ferrero: «La vittoria di Zapatero rappresenta un risultato equiparabile a una vittoria della sinistra arcobaleno alle prossime politiche». Ma anche a destra ci sono tentativi di «annessione» di Zapatero.

Calderoli Un imprevedibile estimatore del premier spagnolo è il leghista Roberto Calderoli, che loda la sua politica anti-immigrazione clandestina. «Uno come lui, in Italia - sostiene - starebbe sicuramente nel centrodestra».

Casini Antizapaterista dichiarato è invece il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: «L’unica consolazione è che il partito popolare ha guadagnato voti», sospira.

Marini Distante dallo Zapatero laico il presidente del Senato Franco Marini, che confessa di essere più vicino, su certi temi alla linea politica dei popolari spagnoli.