Bertolaso: "Mai ingannato gli italiani" E Berlusconi: "Lui resta, pm vergogna"

Il Cavaliere difende il sottosegratario: "Accuse assurde a un uomo che ha fatto del bene
all’Italia". E sull’escalation giudiziaria: "Non mi servono corazze, mi
difendo da solo&quot;. Il capo della Protezione civile in tv: <strong><a href="/interni/lorgoglio_bertolaso_mai_ingannato_italiani/12-02-2010/articolo-id=421156-page=0-comments=1" target="_blank">&quot;Macché festini. Francesca? Una fisioterapista&quot;</a></strong>

Bruxelles - «No, della corazza proprio non ho bisogno. Mi difendo bene da solo». Davanti all’enorme negozio di antiquariato di Rue Blaes, Berlusconi ammira un’armatura di corazzieri francesi della Prima guerra mondiale e si lascia andare a una battuta che fa la sintesi della giornata. Il Cavaliere, infatti, è deciso a replicare colpo su colpo a quello che considera il secondo segnale di una ripresa in grande stile dell’accerchiamento giudiziario. Un concetto che in pubblico si guarda bene dall’esprimere, ma che nei suoi ragionamenti in privato è tornato più volte. Anche sull’aereo che lo ha portato a Bruxelles per partecipare al vertice straordinario dell’Ue, dove ha letto con attenzione - e in alcuni casi ad alta voce - tutta la rassegna stampa sull’inchiesta di Firenze.

Così, quando i giornalisti lo intercettano all’uscita del negozio, il premier non si sottrae. A dispetto di quanti ipotizzavano che la scelta di non fare una conferenza stampa al termine del vertice fosse dettata dal timore di dover rispondere a domande «scomode» su Bertolaso. Tutt’altro, perché il Cavaliere parla a lungo della questione, con affondi durissimi nei confronti della magistratura e difendendo a spada tratta quello che è uno degli uomini immagine del governo. Il tutto senza mai scomporsi. Anche quando entra in macchina e tira le somme: «Le persone di buon senso la pensano come me, di questa cosa ne sono convinto. I magistrati si vergognino, si vergognino».

Un Berlusconi tutto all’attacco, dunque. Forse anche perché a Palazzo Grazioli la convinzione è che dopo il caso Ciancimino junior e l’avviso di garanzia a Bertolaso le «sorprese» non siano ancora finite. Ormai, spiega il premier, «siamo in presenza di un imbarbarimento», di un «avvelenamento della vita civile» che è «difficile da sopportare». Il Cavaliere entra anche nel merito dell’inchiesta. «Come al solito - dice - sono accuse assolutamente infondate». E ancora: «Ho parlato con Bertolaso, so che aveva mal di schiena ed andava da una fisioterapista, una signora di mezza età che tra l’altro oggi è in ospedale a farsi operare per un problema alla schiena». Il riferimento del premier è a quella Francesca che stando ai verbali pubblicati ieri sui giornali avrebbe «fornito prestazioni sessuali».

Il capo della Protezione civile, dunque, «ha fatto bene» a respingere le dimissioni. «Ha dimostrato - insiste Berlusconi - un senso di grande serietà». «Certo, se poi decide di mandare tutto al diavolo...», chiosa il Cavaliere come a dire che non avrebbe tutti i torti. E all’opposizione che ha presentato una mozione di sfiducia a Bertolaso la replica e tranchant: «È uno sport che mi trova assolutamente contrario. Sono persone che ricorrono a questi atti per invidia». Il numero uno della Protezione civile, dunque, «deve resistere con ancora più forza» e restare al suo posto. Perché, dice citando l’emergenza rifiuti a Napoli e il terremoto dell’Abruzzo, «una persona che ha fatto così bene per l’Italia non può essere accusata in questo modo». Invece i magistrati sono andati a «sollevare un problema assurdo». Perché, aggiunge dicendo di non riferirsi nello specifico a Bertolaso, «da parte di chi opera nel bene e è nel giusto ci può anche essere qualche irregolarità». L’esempio è quello delle intercettazioni: «Se uno mette il telefono sotto controllo per due anni, si alzi in piedi chi pensa non ci possa essere qualcosa di scandaloso». Insomma, «se una persona opera bene al 100% e c’è un 1% discutibile, questo va messo da parte. Mi sembra una cosa di buon senso». Avanti tutta, dunque, al fianco di Bertolaso. Anche sul provvedimento che trasforma la Protezione civile in una ancora più potente e autonoma Spa. Nella maggioranza sono in molti - Lega compresa - a sperare che l’inchiesta di Firenze possa rallentarne o addirittura stopparne l’iter. Ma sul punto Berlusconi non lascia margini: «Andremo avanti su tutto».