Bertolaso a Napoli, oggi i nomi delle discariche

Il Comune dovrà indicare il sito per il termovalorizzatore o ci penserà un commissario. Il sottosegretario: "Quest’estate l’emergenza finirà, al più presto indicheremo i siti per lo stoccaggio dell'immondizia"

Roma - «L’emergenza acuta va risolta entro l’estate». Il primo nemico di Guido Bertolaso si chiama caldo. «Stiamo affrontando una situazione molto difficile, peggiore di quella dell’anno scorso - dice il sottosegretario con delega ai rifiuti -. L’emergenza primaria è quella di liberare le strade perché è già previsto un cambiamento della situazione climatica con temperature in aumento».

Oggi Bertolaso è a Napoli per incontrare le autorità ed i responsabili locali. «Lavoreremo per accelerare le cose da fare», assicura Bertolaso, ribadendo che Berlusconi aveva parlato di 30 mesi per avviare un ciclo dei rifiuti efficiente. «Dobbiamo farla finita con questa vergogna - insiste Bertolaso -. È finito il tempo delle proteste. Lo Stato è stato troppe volte umiliato: da nessuna parte si vedono i vigili del fuoco oggetto di lancio di pietre mentre fanno il loro lavoro».

La raccolta straordinaria va avanti. Soltanto l’altra notte a Napoli sono state rimosse 700 tonnellate DI rifiuti mentre circa 2000 ne restano per le strade. Ed in provincia è peggio. Si prosegue con l’invio dei rifiuti in Germania dove ogni settimana arriveranno tre o quattro treni dalla Campania, fino all’esaurimento della quantità concordata di 30.000 tonnellate di rifiuti domestici previsto in 10 settimane. «Non si può continuare a spendere 250 euro a tonnellata per trasportare i rifiuti in Germania - avverte però Bertolaso -. Occorre aprire le discariche e riprendere il lavoro sui termovalorizzatori».

Tutti i comuni devono presentare il piano per la raccolta differenziata entro 30 giorni. Chi non rispetta la scadenza sarà commissariato e pagherà una penale salata, subendo una maggiorazione della tariffa per lo smaltimento rifiuti. L’attuazione della differenziata dovrà superare il 50 per cento entro il 2010.

Per Napoli la scadenza è più dura. Il sindaco, Rosa Russo Iervolino, deve individuare il sito dove piazzare il termovalorizzatore sempre entro 30 giorni. Altrimenti la questione verrà decisa direttamente da Bertolaso. La Iervolino manderà una delegazione a visionare il termovalorizzatore di Brescia per una valutazione di impatto sul territorio.

Sono tre gli altri termovalorizzatori, che attraverso il decreto verranno militarizzati come aree di interesse strategico. Anche se Bertolaso preferisce parlare di «controllo» e non di militarizzazione. Acerra dovrebbe diventare operativo entro l’inizio dell’anno prossimo. A Salerno il sindaco Vincenzo De Luca ha individuato un sito (Cupa Siglia), i fondi sono disponibili per metterlo in funzione entro 30 mesi. A Santa Maria la Fossa (Caserta) si sta studiando l’impatto ambientale.

Le note più dolenti suonano quando si arriva alla necessità di individuare e subito nuovi siti per le discariche, che diventeranno siti di interesse nazionale perché, avverte Bertolaso, «non possono essere terra di nessuno». A Napoli quella di Terzigno, potrebbe essere raddoppiata ma potrebbe entrare in gioco anche quella di Chiaiano come sito di stoccaggio. Poi Sant’Arcangelo Trimonte, Benevento. Quella di Savignano Irpino, in provincia di Avellino dovrebbe aprire entro fine mese. E sempre nella stessa provincia Andretta. Poi Santa Maria la Fossa per la provincia di Caserta. Aperta la questione di Serre dove è già attiva la discarica di Macchia Soprana. Le voci sulla possibile apertura di un nuovo sito in Valle della Masseria hanno già aperto un fronte di protesta e gli abitanti della zona si dicono «pronti ad andare in galera». Ma in tutti i comuni campani interessati il tam tam della protesta è già partito e gli irriducibili sono pronti alla mobilitazione.