Bertolaso rinvia la pensione: «Resto, ma solo per un altro anno»

«San Bertolaso» per ora non molla. E meno male. «Resterò al massimo per altri dodici mesi», ha sottolineato ieri, alla fine della conferenza stampa del consiglio dei ministri. E così Guido Bertolaso, il capo del dipartimento della Protezione civile e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, l’uomo a cui lo Stato italiano si affida quando la terra trema, frana, brucia, viene sommersa dalle acque o dalla spazzatura, dovrà attendere ancora un po’ prima di poter coronare il suo sogno di andare in pensione. Anzi, in prepensionamento. «Avevo chiesto di poter andare in prepensionamento alla fine di quest’anno - ha spiegato - ma il governo ha inserito una norma che prevede una proroga a questi termini di prepensionamento».
E per fortuna che questa proroga è arrivata. Perché altrimenti dal primo gennaio prossimo ci sarebbe stato un bel cercare in tutta Italia per trovare un sostituto di questo medico romano 59enne, arrivato otto anni fa alla guida della macchina organizzativa italiana per affrontare le emergenze, dopo aver studiato malattie tropicali in Africa, creato e diretto ospedali in zone di guerra, ricoperto i ruoli di coordinatore dei progetti nei Paesi in via di sviluppo della Farnesina, di vice direttore esecutivo dell’Unicef e di vice Commissario vicario per il Giubileo del 2000. «Credo sia una decisione opportuna - ha commentato lui stesso - che mi consentirà di individuare, d’intesa con il presidente del Consiglio, un capo dipartimento che mi possa affiancare a partire dai primi giorni di gennaio e, dopo un periodo congruo di doppio comando, possa rilevare la direzione del dipartimento nel suo complesso e consentire al sottoscritto di andare a occuparmi d’altro da qualche altra parte del mondo».
E così ora, di fronte all’idea che sarà lo stesso Bertolaso e scegliere ed «addestrare» il suo sostituto, la partenza di «San Bertolaso» preoccupa un po’ meno.