Bertolino: «Lo diamo in mano a Materazzi»

E Santin della Gialappa’s: «Mi dispiace solo per Moratti... però io me lo ricompro al Fantacalcio»

«È una conversione di quelle epocali, come se Buddha passasse all’islam».
Enrico Bertolino la prende così, anche se in fondo Ronaldo con la maglia del Milan, dice, è la conferma che non esistono più le bandiere ma ci sono in giro tante banderuole. Enrico è nella terra di mezzo: «Amareggiato e contento. Sono un po’ triste perché a Ronaldo è venuto a mancare lo stile, ma d’altra parte per noi interisti resta un piacere saperlo di nuovo in Italia e poterlo rivedere in campo. Quello che non funziona è l’accanimento terapeutico contro Moratti, questo secondo me il presidente non lo meritava. Era già successo con Vieri ma quella era un’altra storia, lui era meno incoronato come fenomeno. Ronaldo invece mette rabbia perché è andato via sbattendo la porta, invece era a lui che dovevano sbattere la porta in faccia dopo il 5 maggio».
Ma come saranno i prossimi sei mesi? Che impatto avrà sugli interisti vederlo da avversario, l’altra metà di Milano come reagirà? «Averlo davanti come avversario non mi preoccupa, ci pensa Materazzi e quindi credo che sarà il vecchio Ronie a doversi preoccupare. Non credo che gli tirerà una testata... intendo Ronie a Matrix... Poi per quanto riguarda l’ambiente che troverà nei prossimi sei mesi, è presto detto: caro Fenomeno guardati dall’altra Milano». Col sorriso, ma quasi una minaccia.
Marco Santin ha trovato la via per esorcizzare l’evento: «Me lo compro al Fantacalcio. Chi? Ronaldo naturalmente, così se segna sono contento e non mi arrabbio, e se invece non segna va bene ugualmente. È bellissimo».
Reset: per prendere un attaccante occorre cedere un attaccante? «Sì, il nostro Fantacalcio ha le vecchie regole, ma io ho Amauri infortunato, quindi ho la prelazione, mollo Amauri e prendo Ronaldo». Meglio un Ronaldo sano che un Amauri rotto: siamo ai minimi storici. «Ma a essere sincero questa storia non mi ha neppure incattivito - spiega Marco -, e sono quasi preoccupato del fatto che non provi neppure il più piccolo risentimento. Sono invece sinceramente amareggiato per Moratti, forse ci voleva un po’ più di garbo nei suoi confronti. Ma voglio dire: se non s’arrabbia Moratti, perché dovrei arrabbiarmi io? E poi il presidente ha ragione, Ronaldo qui cosa ci faceva? C’era il rischio di andare a toccare degli equilibri che stanno funzionando benissimo. Io vorrei che Mancini non firmasse neppure il contratto, è tutto un delicatissimo meccanismo che non va toccato. L’unico problema è che Ronaldo lo vorranno in tanti...». Ma non è del Milan? «Intendo al Fantacalcio. Nella nostra Lega ci sono Taranto, Gherarducci, Gino, Michele e gli inventori del gioco, insomma ci sono anche dei milanisti e potrebbero soffiarmelo. Me lo faranno pagare caro Ronaldo, io sono rimasto con 35 crediti, devo riuscire a portarlo via con 10». Un po’ svalutato da voi il Fenomeno, non crede? «Devo riuscire a prenderlo in prestito, allora sì che Ronie diventa un affare». Certo che messa giù così è quasi una sceneggiata: scusi Marco, secondo lei l’Italia pallonara che ritrova Ronie, com’è cambiata?
«Beh, mi ricordo che quando si fece male all’Olimpico, piansero tutti. Persino i laziali erano disperati. Quella notte tutti ricevemmo l’esatta dimensione di Ronaldo, un calciatore dell’Inter amato da tutti perché sapeva essere di un’altra dimensione. Oggi, senza naturalmente augurargli un medesimo nefasto destino, non credo accadrebbe la medesima cosa».