Bertolotto, il miglior amico del centrodestra

A questo punto è opportuno fare una analisi politica, in prospettiva, della crisi che sta interessando la amministrazione di sinistra che guida, si fa per dire, la provincia di Savona.
Di fatto esiste una frattura tra il Presidente Bertolotto e le forze politiche che lo hanno portato in provincia. La distanza maggiore esiste con le componenti più radicali e massimaliste della sinistra, Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani. Il Pd non ha assunto almeno per il momento una posizione dura e rigida nei confronti di Bertolotto. Al momento l'unica posizione chiara e netta è delle minoranze, infatti Livio Bracco (Forza Italia), Rosavio Bellasio (Gruppo Bellasio) e io, Roberto Nicolick (Gruppo Misto) abbiamo preparato una mozione di sfiducia, pronta alla presentazione, e abbiamo chiesto una commissione dei presidenti dei gruppi per essere edotti della crisi e degli sbocchi che potrebbero avere. Apprendere le cose dai giornali è un conto, conoscerle con dovizia di particolari, dai diretti interessati è ben altra cosa.
Un fatto oggettivo è che la sinistra ha ceffato il candidato presidente, che sta subendo le sua iniziative estemporanee, e che non riesce a trovare una unità di intenti ed una strategia efficace al controllo della crisi attuale, dimostrando una incapacità di gestione di una delle più nere pagine della storia della sinistra in provincia di Savona. Qualcuno afferma che il Bertolotto abbia già preparato una lista indipendente, trasversale, che comunque alle prossime elezioni provinciali penalizzerebbe pesantemente la sinistra.
Va ricordato che attualmente il Pd e i suoi alleati non hanno un candidato presidente per le prossime provinciale e questo causa moltissime preoccupazioni ai vertici provinciali e regionali, senza contare che alle ultime politiche il centro destra ha avuto un vantaggio di ben 21 mila voti.
Per assurdo Bertolotto si è rivelato un ottimo alleato del centrodestra, spiazzando con le sua azioni estemporanee e originali il campo avversario.
Un altro dato oggettivo è che nessuno dei due schieramenti, il nostro e quello di sinistra ha i numeri per poter sfiduciare il presidente e mandare questa giunta a casa. Già nel 2007 presentammo una mozione di sfiducia che per un voto non ebbe successo, potremmo sempre riprovarci e vedere cosa accadrà. Gli scenari sono tutti aperti, da quattro anni stiamo facendo una forte e coerente opposizione che comunque ha dato i suoi frutti. Quindi il detto che il potere logora chi non ce l'ha, non e' del tutto vero, almeno in questo caso.