Bertone: aspetto i politici sui valori

Altolà del segretario di Stato vaticano ai partiti in vista delle elezioni: vedremo se alle promesse seguirà un vero impegno

Città del Vaticano - Li aspetta alla prova dei fatti. Vuole verificare se «i valori cristiani» sono supportati da «un vero impegno», se le promesse dei leader dei vari schieramenti saranno rispettate. Da Baku, in Azerbaijan, parla anche di politica italiana il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano. Lo fa alla vigilia dei lavori del Consiglio permamente della Cei, che si apre questo pomeriggio a Roma, durante il quale il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, terrà la sua prolusione e parlerà delle preoccupazioni dei cattolici in vista della prossima scadenza elettorale ribadendo l’importanza dei valori quali la difesa della vita dal concepimento alla sua fine naturale, della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, della libertà di educazione, la solidarietà, il sostegno ai giovani e alle famiglie.

Rispondendo alla domanda di un giornalista dell’Ansa sulle elezioni italiane, Bertone, che si trova in visita in Azerbaijan ha detto: «Durante questi viaggi devo dire che ho dimenticato l’Italia: non dovrei dirlo, perché da un certo punto di vista sarebbe quasi vergognoso, ma non ho più ricevuto nemmeno un messaggino sulla situazione e sull’agone politico italiano. E da una parte sono contento di questo», ha confessato sorridendo il porporato piemontese, «primo ministro» di Papa Benedetto XVI. «Ritornando in Italia – ha poi aggiunto – mi tufferò di nuovo anche nei problemi italiani, e vedrò se i cattolici stanno emergendo a sinistra, al centro, a destra. E se i valori cristiani sono veramente supportati da un vero impegno: sia da un impegno dei cattolici presenti nei vari schieramenti, sia dal rispetto promesso dai leader di quegli schieramenti». Solo poche parole, ma puntuali e precise. Che indicano con quale attenzione l’evolversi della situazione politica nel nostro Paese sia seguito dalla Segreteria di Stato.

el recente passato l’interessamento della segreteria di Stato per la politica italiana aveva causato qualche tensione, come avvenne nel 2001 per il «giro di consultazioni» inaugurate dal cardinale Angelo Sodano, intenzionato ad accogliere i leader politici per «conoscere i programmi». Tutto finì dopo le udienze concesse a Francesco Rutelli e a Silvio Berlusconi, e un altolà lanciato dall’allora presidente Ciampi. Oggi il Vaticano e la Conferenza episcopale non fanno «consultazioni» ma si preoccupano di veder rappresentate alcune istanze care al mondo cattolico.

Nell’intervista rilasciata da Baku il cardinale Bertone ha parlato anche delle polemiche relative alla preghiera del Venerdì Santo presente nel messale preconciliare liberalizzato dal Motu proprio di Benedetto XVI, recentemente modificata per togliere aggettivi e riferimenti giudicati offensivi dagli ebrei. Un provvedimento voluto dal Pontefice, che non è però servito a placare gli animi. Il segretario di Stato ha precisato che «preghiere che potrebbero o dovrebbero essere modificate» esistono «da ambo le parti». Un invito alla «reciprocità», che Bertone ha rivolto assicurando che i cristiani non desiderano la conversione forzata di nessuno.